A pianta quadrata, sempre in una natura felice è situata presso la foce del Lipuda. E’ una torre vice regnale a base quadrata di cui se ne conservano solo i ruderi.
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo XVI
Situata sul promontorio dell'Alice accanto ai resti del Santuario di Apollo Haleo, tempio in stile dorico del V secolo a.C., a Capo Alice, la Torre di Cirò Marina "è a pianta quadrangolare. Torre a base quadrata, ne abbiamo notizia dal 1569, quando vi era come torriere Giovanni Diaz. Nel 1598 fu assalita ed occupata da Pascià Cicala. La torre ha la parte inferiore con una leggera scarpa senza cordolo e senza tracce di caditoie. Aveva scala esterna, oggi è semidiroccata
Stato di conservazione: Discreta
Cronologia generica: Secolo XVI
Torre cilindrica costruita nel secolo XVIII sopra stante la Fossa del Lupo, punto nevralgico nella difesa del Territorio. In tempi successivi fu chiamata anche Torrazzo e a volte si trova segnata sulle carte come “Nao detta Mariello”, ingenerando confusione con l’altra Torre. E ‘ ora allo stato di rudere in quanto fu demolita nel 1879 ed il materiale fu utilizzato per la costruzione del molo del porto di Crotone. L’immobile ricade nell’area archeologica sottoposta a vincolo con D.M. del 7.11.1981.
Stato di conservazione: Buono
Cronologia generica: Secolo XVIII
Complesso agricolo con struttura centrale fortificata servita da scala esterna distaccata, che oridinariamente era unita all’Edificio tramite Ponte levatoio. Accanto alla struttura principale sono disposti corpi aggiunti di servizio. La Costruzione risale al secolo XIX°. Lo stato di conservazione e cattivo e la struttura é cadente.L ‘immobile ricade nell’ area archeologica sottoposta a vincolo con D. M. dea 15.2.1979.
Stato di conservazione: Mediocre
Cronologia generica: Secolo XIX
La torre di Capocolonna fa parte delle torri i viceregnali, costituite da due soli vani, voltati, uno al piano terra e l'altro al primo piano, hanno, a differenza delle torri preesistenti, una scala esterna, con ponte levatoio, che porta all'accesso posto a mezza altezza. Oggi il fortilizio presenta una forma a pianta quadrata ed è dotato di una scala esterna e di un piccolo ponte d'accesso.
Fatta costruire nei 1550 per volontà di Fabrizio Pignatelli che nel suo programma di difesa costiera prevedeva la costruzione nella zona di altre due torri (Mariello e Scifo) che furono costruite però nel secolo successivo .I francesi la utilizzarono poi come parte dell’ordinamento doganale. In seguito diventò caserma delle guardie di Finanza. E’ stata restaurata di recente.
Stato di conservazione: Buono
Cronologia generica: Secolo XVI
La Torre di Scifo fa parte delle torri i viceregnali, costituite da due soli vani, voltati, uno al piano terra e l'altro al primo piano, hanno, a differenza delle torri preesistenti, una scala esterna, con ponte levatoio, che porta all'accesso posto a mezza altezza. Oggi il fortilizio presenta una pianta di forma quadrata ed è munita di robusti contrafforti e cordonatura in pietra. Il fortilizio, è dotato di una scala esterna e di un piccolo ponte d'accesso. Torre quadrata costruita nel sec.XVII; infatti G.B. Nola Molise, nel 1649 ci da notizia che questa Torre, assieme a quella del Lo Marello,era stata costruita da poco a spese della Regia Corte. Messa in vendita dal demanio dello Stato, nel 1864, fu acquistata dalla famiglia Lucifero ed adattata a dimora estiva. Appare ben conservata. Nel 1938 fu costruita la adiacente abitazione del custode.
Stato di conservazione: buono
Cronologia generica: Secolo XVII
Torre circolare di datazione incerta. Alla fine dell’ottocento apparteneva alla famiglia dei Baroni Olivieri e da questi passò alla famiglia Morelli. Lo Sculco riferise che era già mozza ed adattata a casa colonica. In questo periodo sulla collina vi erano considerevoli resti che, si tramandava, appartenessero ad un antico tempio. Furono poi demoliti ed il materiale usato per costruzioni di nuovi edifici nel fondo stesso. Rimanevano però due pozzi con vaschette antichissime. Lo stato di conservazione è mediocre.
Stato di conservazione: Mediocre
Cronologia generica: Secolo XIX
Torre residua dell’antico castelletto, dalla quale trae il nome la frazione Torretta. Oggi casa Clausi.
Da alcune annotazioni attribuite a Don Cesare d'Aquino, si rileva che "Torretta" costituiva una partita del feudo da lui posseduto. Si conservano, inoltre, due atti di vendita: del 1635 (dagli eredi D'Aquino a Jacopo Amalfitani) e del 1780 (dal marchese Nicola Amalfitani a D. Barbaba Abenante). Qui si legge "nel luogo denominato Torretta c'è una consignazione consistente in un casino di delizie, destinate all'uso e comodo della camera marchesale anche di più membri inferiori e superiori".
Stato di conservazione: Buono
Cronologia generica: Secolo XVI
La Torre Telegrafo “resti”, è stata costruita alla fine del XVI secolo e fa anche essa parte dell'apparato difensivo costiero.
Intorno il 1500 Con la ripresa delle incursioni turche sia gli aragonesi che i viceré spagnoli ordinano la fortificazione della costa poiché le precedenti difese risultano insufficienti alle nuove armi da fuoco, Venne ideato quindi un sistema permanente di difesa costiera, che riprendendo il sistema normanno e feudale, viene definito in modo organico per volere del vicerè Don Pedro da Toledo, ma raggiunge la completa attuazione durante il viceregno di Parafan de Ribeira, duca di Alcalà (1553). Il piano generale, predisposto da Fabrizio Pignatelli, prevede la costruzione di torri costiere che siano visibili tra loro, per poter segnalare con tempestività, in tutto il regno di Napoli, l'arrivo di navi nemiche.
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo XVI
La Torre Nuova “resti”, è stata costruita alla fine del XVI secolo e fa anche essa parte dell'apparato difensivo costiero. Torre quadrata con cordolo a cui sono stati aggiunti nel corso degli anni due corpi laterali e un tetto a campana, che l’hannno trasformata in edificio di residenza.
Stato di conservazione: Buona
Cronologia generica: Secolo XVI
La Torre Nuova tipologia viceregnale con pianta inferiore a scarpa e doppio cordolo litico fu costruita alla fine del XVI secolo fa anche essa parte dell'apparato difensivo costiero. La torre nuova ha una pianta quadrata, e dopo il restauro è diventata sede di un comando della Guardia della Finanza.
Stato di conservazione: Buona
Cronologia generica: Secolo XVI
La Torre Manna a pianta circolare scruta la costa continua pianeggiante e rocciosa fino a Capo Cimiti. Fu costruita nel coros del ‘400 è oggi allo stato di rudere.
Stato di conservazione : cattiva
Cronologia generica: Secolo XVI
Torre di guardia a pianta quadrata costruita in località Capo Cimiti agli inizi del 1600 e recentemente ristrutturata e adibita a residenza privata. Intorno il 1500 Con la ripresa delle incursioni turche sia gli aragonesi che i viceré spagnoli ordinano la fortificazione della costa poiché le precedenti difese risultano insufficienti alle nuove armi da fuoco, Venne ideato quindi un sistema permanente di difesa costiera, che riprendendo il sistema normanno e feudale, viene definito in modo organico per volere del vicerè Don Pedro da Toledo, ma raggiunge la completa attuazione durante il viceregno di Parafan de Ribeira, duca di Alcalà (1553). Il piano generale, predisposto da Fabrizio Pignatelli, prevede la costruzione di torri costiere che siano visibili tra loro, per poter segnalare con tempestività, in tutto il regno di Napoli, l'arrivo di navi nemiche.
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo XVI
Pochi avanzi vicini agli scavi di un importante sito del neolitico testimoniano la presenza di una torre medievale. La Torre Bugiafro“resti”, è stata costruita alla fine del XVI secolo e fa anche essa parte dell'apparato difensivo costiero. Intorno il 1500 Con la ripresa delle incursioni turche sia gli aragonesi che i viceré spagnoli ordinano la fortificazione della costa poiché le precedenti difese risultano insufficienti alle nuove armi da fuoco, Venne ideato quindi un sistema permanente di difesa costiera, che riprendendo il sistema normanno e feudale, viene definito in modo organico per volere del vicerè Don Pedro da Toledo, ma raggiunge la completa attuazione durante il viceregno di Parafan de Ribeira, duca di Alcalà (1553). Il piano generale, predisposto da Fabrizio Pignatelli, prevede la costruzione di torri costiere che siano visibili tra loro, per poter segnalare con tempestività, in tutto il regno di Napoli, l'arrivo di navi nemiche.
Stato di conservazione: Cattiva
Cronologia generica: Secolo XVI
La Torre Brasolo“resti”, è stata costruita alla fine del XVI secolo. La stessa fa anche essa parte dell'apparato difensivo costiero. Intorno il 1500 Con la ripresa delle incursioni turche sia gli aragonesi che i viceré spagnoli ordinano la fortificazione della costa poiché le precedenti difese risultano insufficienti alle nuove armi da fuoco, Venne ideato quindi un sistema permanente di difesa costiera, che riprendendo il sistema normanno e feudale, viene definito in modo organico per volere del vicerè Don Pedro da Toledo, ma raggiunge la completa attuazione durante il viceregno di Parafan de Ribeira, duca di Alcalà (1553). Il piano generale, predisposto da Fabrizio Pignatelli, prevede la costruzione di torri costiere che siano visibili tra loro, per poter segnalare con tempestività, in tutto il regno di Napoli, l'arrivo di navi nemiche.
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo XVI
Torre Vecchia di Capo Rizzuto faceva parte del sistema difensivo realizzato per proteggere le popolazioni dall'incursione dei Turchi. Di pianta cilindrica, con cordonatura a conci di pietra, la torre fu sede di un presidio armato fino al 1800. essa è fortificata; oggi si presenta in cattiva condizioni a causa dei danni provocati dalla salsedine e dagli agenti atmosferici. Edificata nel 1380 sotto il Regno di Carlo III°,fu utilizzata durante il decennio francese a scopi doganali .
Stato di conservazione: Mediocre
Cronologia generica: Secolo XVI
Costruzione poggia le fondamenta su di una piccola altura antistante il mare di Torre Melissa, paese della provincia di Crotone, presenta sul lato che
affaccia sul mare, un corpo di firma quadrangolare. La Torre era probabilmente inserita in un complesso autosufficiente e non si presentava come edificio
isolato atto esclusivamente alla difesa della costa. Il rapporto tra l'altezza ed il diametro della costruzione, porta a considerarla più come un castello
che come una semplice torre d'avvistamento, infatti l'imponente costruzione presenta una base tronco-conica sostenuta da 6 possenti contrafforti.
Attualmente la fortezza di proprietà comunale, con la sua forma unica in tutto il bacino del Mediterraneo, offre un panorama che spazia dalle coste di
Capo Colonna alle coste di Punta Alice. Nel suo interno è ospitato un museo di Civiltà Contadina, che espone antichi strumenti ed utensili di varia natura
ed origine.
A base circolare, imponente torre anomala era destinata alla difesa costiera ma con caratteristiche proprie di castello – residenza. Se ne ha notizia fin
dal 1598, quando Giovan Battista Campitelli, conte di Melissa vi fronteggiava i Turcheschi di Pascià Cicala. Nel corso del settecento fu proprietà del
principe di Strongoli che vi ospitò l’abate di Saint – Non, nel suo viaggio nell’Italia Meridionale .
Stato di conservazione: Buona
Cronologia generica: Secolo XVII
Torre di Guardia edificata per ordine del vicerè Pedro da Toledo a difesa delle coste del territorio di Strongoli
Stato di conservazione: Discreta
Cronologia generica: Secolo XVII
Torre di Guardia facente parte del sistema difensivo delle coste calabresi realizzato per ordine del vicerè Pedro da Toledo.
Stato di conservazione: Discreta
Cronologia generica: Secolo XVI
La torre si trova ad almeno 6 chilometri prima del Neto. Di pianta quadrangolare fu anche detta limara o vigna d’oro. In buono stato di conservazione
ha un impianto caratteristiche proprie di castello – residenza, simile alla Torre di Melissa, ma con una vistosa sopraelevazione .
Stato di conservazione: Buona
Cronologia generica: Secolo XVII