Castelli

Castello Feudale, Castello dei Barracco ( CACCURI )

Complesso medievale (probabilmente fondato in età aragonese), rifatto nel sec. XIX. Attualmente il castello è diviso tra proprietà pubblica e privata e dalla sua sommità è possibile osservare un panorama che dai pesi limitrofi arriva fino all'azzurro mare di Crotone. Al centro dell'edificio, si trova una chiesetta gentilizia, con dipinti di scuola napoletana e soffitto a cassettoni, costruita dai Cavalcanti tra il XVI e il XVII secolo. E’ presente anche una Torre dove spiccano avanzi di monofore del 1400 e due antiche campane, una del 1500 e l'altra 1700, entrambe fabbricate in loco. Dalle due ali del cortile è possibile ammirare anche lo stile dell'architettura ottocentesca, con quadri e sculture appartenenti alla scuola Napoletana dell’ 800. Il Castello di Caccuri, viene edificato nel VI secolo come fortificazione di architettura bizantina, divenendo poi nel XIX secolo residenza dei baroni Barracco. In epoca aragonese, diviene invece dimora signorile dei duchi Cavalcanti. Al Castello si accedeva tramite ponte levatoio, ai lati del quale c'erano le abitazioni della servitù. Nel 1885 il barone Guglielmo Barracco commissionò all'architetto Mastrogli la costruzione di una torre cilindrica e di un muraglione, sulle cui sommità spiccano delle merlature di tipo guelfo.
Stato di conservazione: Buono
Cronologia generica: Secolo XIX


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Castello Sabatino ( CIRO' )

Fortilizio feudale di tipo militare, eretto in età medievale ‘400, è appartenuto in feudo prima ai principi Carafa sec. XV; indi ai principi di Cariati se.XVI. A tutt'oggi esistono avanzi della cinta muraria e di torrioni cilindrici. Complesso oggi adattato a Scuola. Il castello ha una forma trapezoidale, i cui vertici sono occupati da quattro torri circolari, ed è diviso in tre parti: i sotterranei che per le leggende che vi sono fiorite hanno sempre suscitato curiosità; il piano magazzini con il lastricato del cortile in pietra locale (particolare la stella centrale a nove punte ripetute, in modo concentrico, all'interno di un cerchio); il piano superiore che comprendeva due appartamenti e altre stanze per la servitù. Di proprietà nel 1283, dei primi feudatari locali, Signori Arcadi, passò successivamente in dotazione feudale ai Caracciolo (1513-72), ai De Licandro (1572-1637), ai d'Aragona d'Ajerbe (1637), ai Passarelli (1637-45), ai Musitano (1645-54) e per ultimo ai Clemente di S. Cristina (1654-1806), fino alla promulgazione della Legge bonapartiana eversiva della feudalità.
Stato di conservazione: Buono;
Cronologia generica: Secolo XV


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Castello del Principe ( CIRO' MARINA )

In ottima posizione, un vasto pianoro, il castello domina la strada di collegamento di monte tra i due percorsi per raggiungere Cirò e la strada litoranea che corre più bassa. Il complesso è molto importante. Il Castello è a base quadrata con quattro torri sporgenti sugli spigoli. Evidenti in questo castello le caratteristiche residenziali esaltate. L’edificio è un impianto cinquecentesco pianta quadrata con torrioni angolari, leggermente a scarpa
Stato di conservazione: Buono;
Cronologia generica: Secolo XVI

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Castello di Carlo V ( CROTONE )

Il castello è localizzato in una posizione dominante, la parte più alta della città in modo da tenere sotto controllo sia il mare che la campagna circostante e rappresenta oggi, un’ampliata ricostruzione di quello antico e di quello medievale con variazioni apportate durante le denominazioni angioine ed aragonesi. Della rocca, a pianta poligonale, sopravvivono due torrioni di forma cilindrica, con basi a scarpata e contrafforti ogivali; sul versante nord e su quello est si conservano invece la torre e le cortine del periodo svevo-angioino e aragonese. Il sistema difensivo era un tempo completato dalla possente cinta muraria voluta dagli spagnoli, di cui oggi rimangono alcuni baluardi e brevi tratti, intorno alla citta' vecchia. La fortezza attualmente ospita il Museo Civico, una biblioteca e diverse sale per seminari e convegni. La prima data storica della sua erezione risale all’840 dopo Cristo e in quell’epoca non era ancora munito delle mura di cinta e delle posteriori costruzioni di contrafforti di difesa. Nel 1059 si provvedeva a fortificarlo. Verso il 1284 viene munito di 4 torrette regolari e di molte opere di difesa e offesa. Fu restaurato a causa degli innumerevoli assalti subiti, nel 1497. Nel 1541, Carlo V avendo comprato la Città di Crotone, divenuta demanio Regio, volle restaurarlo in maniera definitiva ed è certo che tale lavoro durò lunghi anni, con il concorso di somme di denaro inviate dai Comuni limitrofi. Il terremoto del 1832 fece crollare la chiesa di S. Dionigi che era nel Castello e la scala che conduceva alla Torre Marchesana. A causa di un nuovo terremoto, avvenuto nel 1873 rovinò la cortina di ponente, e la Torre Marchesana rimase gravemente lesionata, così si decise la demolizione della Torre e delle murature che formavano la parte superiore della cortina sud. Coi progressi delle armi da guerra, il Castello perse importanza militare e passò dall’Amministrazione Militare al Demanio, eccetto alcuni locali usati come caserme di fanteria . Nel 1895 furono eseguite alcune demolizioni sulla spianata superiore del bastione S. Maria. Il Castello fu usato durante la prima guerra Mondiale e vi si installarono alcune batterie costiere. Dagli anni sessanta è oggetto di continui lavori di restauro che hanno interessato parti interne ed esterne.
Stato di conservazione: Buono;
Cronologia generica: Secolo XV

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Castello Normanno ( CRUCOLI )

Avanzi delle Torri e di altre membrature del costrutto. Complesso tenuto in feudo dai Gentile, dai Principi d'Aquino, dai Caponsacco, dai Torres e dagli Amalfitano, ricostruito nei secc. XV-XVII, su sostrato di età normanna (sec. XI).
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo XV-XVII

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Castello Feudale ( CRUCOLI )

Rimangono solo i ruderi del castello che con molta probabilità risale all’epoca normanna. Altri suppongono che si tratti di un piccolo forte bizantino. Gioacchino da Fiore fa risalire l’opera al 1000. Oggi sulla facciata sud-ovest sono visibili gli architravi delle finestre del laboratorio dove si lavorava la seta. Sullo stesso versante è rimasta intatta la profonda scanalatura che fungeva da valvola di scarico ai serbatoi per la raccolta dell'acqua piovana. Sul lato nord-est, rimangono tracce del ponte levatoio che consentiva l'accesso al castello della carrozza trainata dai buoi. Alcuni ragazzi hanno scoperto dei camminamenti costruiti in pietre a calce, con altezza pari a quella dell'uomo. Questo ha dato pensare che si trattasse di condotti di scarico delle acque. Rimangono due documenti relativi alla costruzione. Un atto redatto nel 1780 dal notaio De Luca che lo descrive: "il castello destinato per abitazione del padrone, consiste in due membri inferiori e superiori e di due consignazioni di vassalli, le quali sono parti al piano terreno e parti anche con consignazioni al di sopra, coverte per lo più a tetto e scandole di legno, ma quest'altre d'alcuni casini di delizie anche attinenti all'uso comodo della camera marchesale, consistenti uno di essi nel luogo denominato Torretta anche di più membri inferiori e superiori, gli altri nel luogo detto Cassia, oltre l'altro Belvedere il quale è ridotto a casaleno ed inabitabile". L'atto redatto nel 1894 è a firma del notaio Iuzzolino. Anche questo documento riporta la descrizione del castello, raggiungibile anche in carrozza. "… In mezzo al castello vi è una specie di rocca o fortezza, le cui muraglia sono antichissime e ora abbandonate…". Nell'atto si parla di tre cisterne e cantine, quartini abitabili al piano "del gran cortile" e quartini per i nobili Superiori "…In modo che possano rifugiarsi nel castello fino a 1000 persone…". Un'ulteriore fonte è rappresentata dal foglio catastale n°138 dell'anno 1784. Si legge: "Possiede (il castello) la camera marchesale, mezzanini con cantine, granai, magazzini ed altri comodi simili a quelli di fortezza. Accanto vi è una magnifica stalla ma quasi abbandonata e diruta, camere, lamine nei quali vi erano come vi sono, le carceri"
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo IX

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Castello feudale di isola Capo rizzuto ( ISOLA CAPO RIZZUTO )

Castello feudale (in via s. Marco) presenta una pianta quadrata, con torri angolari speronate di forma quadrilatera, il maniero rientrava nel sistema difensivo realizzato per proteggere la popolazione dalle scorrerie dei turchi. Dell'originaria struttura rimangono soltanto resti delle torri. A dominio dell'antico abitato si erge il castello feudale, edificato nel XVI secolo dal principe di Isola di Capo Rizzuto Antonio Ricca.
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo XVI

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Castello Aragonese ( ISOLA CAPO RIZZUTO - Le Castella )

Il castello, nonostante i diversi danni provocati dagli agenti atmosferici e dalle violente mareggiate, conserva dell' antica struttura la maestosa torre cilindrica. Attualmente il castello evidenzia diverse fasi edilizie sovrapposte le une alle altre in epoche diverse, nelle quali però venne sempre praticato l'uso della pietra locale. La struttura si presenta divisa in tre piani ai quali si poteva accedere da una scala a chiocciola ricavata nel muro perimetrale ed ancora intatta, alla cui base era presente una cavita' destinata alla raccolta dell'acqua piovana. Nel XV secolo, sotto gli Aragonesi,venne aggiunta al castello una cortina muraria, capace di resistere alle nuove e sempre più sofisticate armi da fuoco. Nel XVI secolo vennero costruiti i bastioni angolari di forma pentagonale, che contribuirono a rendere il castello un vero e proprio forte bastionato. Inaugurato il 23 giugno 2002, dopo un accurato restauro, si è scoperto che il castello è stato costruito su un precedente edificio di epoca greca (presumibilmente VI sec. a.C.). Oggi è pronto per ricevere le visite di turisti e appassionati d'arte e di storia che oltre al castello potranno ammirare l'incantata cornice naturale che racchiude una costa ed un mare incontaminati. Edificato nella seconda meta' del XIII secolo, la fortezza gioco' sempre un ruolo di grande importanza, nel corso del tempo, come baluardo di difesa dalle incursioni piratesche dei turchi. Ricostruito da Andrea Carafa tra il 1510 e il 1525, come testimonia il rinvenimento di tre medaglie con l'immagine del conte murate in una parete. Il maniero, intorno al quale sorgono imponenti mura merlate di difesa, fu teatro di importanti avvenimenti: il 25 aprile del 1536, Le Castella, non resistendo all'assalto del temibile pirata Barbarossa, fu costretta a capitolare, e nel corso dell'assedio venne catturato Dionigi Galeni che, con il nome turco di Uccilai', divento' in seguito re di Algeri, Tripodi e Tunisi.
Stato di conservazione: Buono;
Cronologia generica: Secolo XV

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Castello Feudale ( PETILIA POLICASTRO )

Ruderi del complesso, fondato in età normanna (sec. XI) e successivamente ricostruito, e appartenuto ai feudatari Ruffo, Pignatelli, e infine ai Filomarino.
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo XI

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Castello Feudale Ruffo Ventimiglia ( ROCCA DI NETO )

Ruderi del complesso, di titolarità feudale dei Ruffo e dei Ventimiglia.
Stato di conservazione: Cattivo
Cronologia generica: Secolo XIV

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Castello Feudale ( SAN MAURO MARCHESATO )

Complesso feudale dei Principi Sanseverino, Marchesi di S. Mauro. Bell'esempio di magione feudale rinascimentale (sec. XV).
Stato di conservazione: Discreto;
Cronologia generica: Secolo XV

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Castello di Santa Severina ( SANTA SEVERINA )

Opera militare tra le piu' complesse e belle della Calabria, e' composta da un mastio quadrato, quattrocentesco, con quattro torrioni angolari, cinti da mensole decorate e caditoie, in corrispondenza dei quali si trovano quattro bastioni sporgenti. Cinto da un possente circuito di mura merlate e circondato su tre lati da un profondo fossato, il castello, al quale si accede tramite un ponte del 1836, presenta un bel portale litico, con stemma e trofeo in marmo degli Sculco, intricati labirinti sotterranei, e scuderie con resti di affreschi medioevali. Particolarmente interessanti sono le magnifiche decorazioni a stucco e i dipinti barocchi che ornano i grandi saloni della roccaforte. Il ciclo pittorico, commissionato alla meta' del XVIII secolo dalla nobile famiglia dei Gruther, e' opera di Francesco Giordano: nel medaglione centrale della sala di rappresentanza si puo' ammirare "Il trionfo di casa Gruther", nel salotto "Le virtu' del Principe", nella camera da letto "Selene", dea della notte, mentre nella cappella sono raffigurati episodi della vita di Cristo. Il castello possiede inoltre uno stupendo belvedere, un'altana posta tra i due bastioni del lato orientale, costruita nel 1535 da Galeotto Carafa, da cui e' possibile contemplare il dispiegarsi del marchesato fino a Crotone e al mare Ionio. Maestoso e imponente, il castello di Santa Severina fu eretto nel 1076 da Roberto il Guiscardo. Sorto sui resti di una preesistente fortificazione bizantina, il maniero fu ampliato e in parte ricostruito da Andrea Carafa nel 1496; subi' poi diversi restauri ad opera delle nobili famiglie che lo abitarono, i Ruffo, gli Sculco e i Gruther, fino a divenire, nel 1905, proprieta' del Comune, che recentemente lo ha riportato all'antico splendore.
Stato di conservazione: Buono;
Cronologia generica: Secolo IX

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Castello Normanno ( STRONGOLI )

Castello di Strangylos sorto sul posto dell’acropoli di Petelia imponente complesso risalente in età normanna a pianta quadrilatera con torri cilindriche angolari, dove queste ultime sono ancora ben visibili come del resto le mura perimetrali. Il castello subì dei rifacimenti in epoca feudale dai principi Sanseverino (sec. XIX- XVI, dai conti Campitelli e Melfi e dai principi Pignatelli di Strangoli secoli XVII-XVIII). Si conserva ancora in discrete condizioni e dalle sue finestre si può ammirare il panorama dell'entroterra.
Stato di conservazione: Discreto
Cronologia generica: Secolo XI

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