Uccelli

CARDUELIS SPINUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Passeriformes
FAMIGLIA: Fringillidae
NOME ITALIANO: Lucarino

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Maschio di colore giallo-verde con fianchi striati. Macchia alare e sopraccigli gialli. Coda gialla con vertice nero. Ventre più chiaro. Femmina e giovane sono meno gialli con colori smorti, grigio-bruno e ventre bianco molto striato. Volo come quello degli altri Fringillidi ma molto agile

Lunghezza: 11 cm
Peso: 13 g
Ala: 68 mm
Apertura Alare: 21 cm
Becco: 9 mm
Tarso: 14 mm
Coda: 43 mm

HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Vive in boschi di conifere, siepi e ontani. Si nutre di semi, anche di quelli degli ontani. Nidifica all'estremità dei rami dei pini.



AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.


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CHILIDONIAS HYBRIDUS


PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: Sternidae
NOME ITALIANO: Mignattino piombato

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Ha in media una lunghezza di 26 cm. In estate è distinguibile dagli altri Mignattini per avere le guance ed i lati del collo bianchi, in contrasto con il nero del vertice e le parti inferiori grigio scuro. In volo è identificabile per l’evidente bianco sotto le ali e le copritrici caudali. In inverno la testa assume una colorazione più pallida nella parte superiore. E’ un uccello tipicamente diurno.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Frequenta lagune, stagni e paludi ricoperti da folta vegetazione.
Il nido è formato da un raggruppamento di vegetazione raccolta sull’acqua (giunchi, ninfee, ecc.) e posto sul terreno circostante alle zone acqitrinose. Generalmente vengono deposte 3 uova di colore verdastro o bruno, ricoperte di macchie. La cova, affidata alla femmina, dura fino a 17 giorni e i pulcini dopo 4 settimane sono pronti al volo.
Effettua picchiate improvvise per catturare dal pelo dell’acqua insetti e le loro larve, crostacei ed anellidi. Occasionalmente l’alimentazione comprende piccoli vertebrati, come stadi larvali di anfibi e piccoli pesci.
Si può osservare in primavera ed in estate. E’ uccello nidificante e migratore.

AREE SIC: Foce del Neto.

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DENDROCOPOS MEDIUS


PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Piciformes
FAMIGLIA: Picidae
NOME ITALIANO: Picchio rosso mezzano

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
In Italia è sedentario, localizzato in alcune località dell’Appennino meridionale; anche migratore irregolare e con erratismi invernali. Molto raro.
Sebbene le diverse specie di picchi siano accomunate dal frequentare tutte gli ambienti forestali, ognuna di esse presenta delle esigenze ben precise che ne influenzano anche la distribuzione .Il Picchio rosso mezzano è diffuso in Italia in modo discontinuo nell’Appennino centro-meridionale e nel Gargano con non più di 500 coppie.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Nidifica da fine aprile a giugno in buchi scavati in vecchi alberi
Il Picchio rosso mezzano frequenta boschi maturi del genere Quercus e Fagus; il Picchio dorsobianco è legato quasi esclusivamente alle faggete mature dai 1.000 ai 1.650 metri s.l.m. Il cenerino e il tridattilo sono presenti in boschi misti, tra i 1.500 e i1.800 metri. Il verde occupa una gran varietà di habitat: zone di latifoglie aperte, frutteti, parchi e giardini fino a 2.000 metri s.l.m. Il rosso minore si rinviene nei boschi di Quercus e Fagus sino a quota 1.650 metri nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Il rosso maggiore di Sardegna frequenta un po’ tutti gli ambienti boscosi, dalle pinete costiere alle sugherete.
FATTORI DI MINACCIA.
Nel corso dei decenni i picchi hanno sofferto notevolmente peri tagli indiscriminati dei boschi e per una non corretta gestione forestale. Specie come il dorsobianco e il rosso mezzano sono drasticamente diminuite o sono estinte in alcuni paesi europei. Solo di recente si è notato che la rarità di alcune specie di picidi era da imputarsi maggiormente alla scarsità di ricerche specifiche più che ad una reale situazione. L’aspetto fondamentale è capire in che modo l’attuale gestione forestale influisca sulle popolazioni di Picidi nella prospettiva di studiarli come indicatori biologici di foreste caratterizzate da una struttura tale da permettere la presenza di buone popolazioni di queste specie. La conoscenza della distribuzione e dello status dei picchi è un requisito di grande importanza nell’elaborazione di qualsiasi progetto di conservazione.



AREE SIC:
Parco Nazionale della Calabria.


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FICEDULA ALBICOLLIS

TEMMINCK
PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Passeriformes
FAMIGLIA: Muscicapidae
NOME ITALIANO: Balia da collare

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
La Balia dal collare ( Ficedula albicollis) è un piccolo Passeriforme lungo 12.5 - 13 cm; lunghezza alare (corda massima) 75 - 89 mm.
Maschi con le parti superiori nere con vistoso collare e macchie alari bianche. Parti inferiori bianco-sporco. Le femmine sono grigio scuro nelle parti superiori e sono senza collare.
Il piumaggio è bianco e nero nel maschio e marroncino nella femmina. I maschi adulti durante il periodo riproduttivo sono facilmente riconoscibili per la presenza di un largo collarino bianco; è inoltre presente una macchia bianca sulla fronte e sulle ali, una chiazza bianca sul groppone.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
È una specie migratrice presente in Europa da fine aprile ad agosto.
Trascorre l’inverno in Africa a Sud del Sahara.
Questa specie nidfica in una larga fascia continentale dalla Francia meridionale alla Germania e fino all'Ucraina alla Russia. Popolazioni disgiunte sugli Appennini e nelle Prealpi . Negli ultimissimi anni in vistoso declino.

AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.

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LANIUS COLLURIO LINNAEUS


PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Passeriformes
FAMIGLIA: Laniidae
NOME ITALIANO: Averla piccola

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
L' averla piccola (Lanius collurio) è lunga circa 18 cm, con le parti superiori rosso-brune, il vertice ed il groppone grigio-ardesia, il ventre bianco-rosato, la coda nera e bianca ai lati. Caratteristica tipica della specie è la striscia nera che attraversa l'occhio, assente nella femmina.
La muta delle penne avviene tra dicembre e gennaio.
E' presente in quasi tutta l'Europa, dalla Svezia e dalla Russia fino alla Francia meridionale, l'Italia e la Grecia. Molto diffusa anche nell'Asia centrale, d'inverno migra in Africa. In Italia è di passo ed estiva, e risulta presente in ogni regione.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Vive e nidifica nei cespugli, nelle siepi e nelle macchie boscose. Lo si osserva in particolare in tarda primavera in aree aperte o semiaperte con radi arbusti e cespuglietti.
Nidifica per vari anni consecutivi nella stessa macchia, e difende ostinatamente la sua dimora da ogni altro uccello. A volte costruisce il nido nei frutteti attorno ai centri abitati o nell'interno dei boschi.
La covata dell'averla piccola, consiste di 5 o 6 uova di varia grandezza e di colore diverso, la cui tinta fondamentale è il giallognolo cosparso di macchie varie. Solo la femmina bada alla cova, mentre entrambi i genitori allevano i piccoli.
Sebbene si nutra principalmente di coleotteri, locuste, farfalle e bruchi, aggredisce i vertebrati minori e arreca danni agli uccelli più piccoli. L'averla piccola, infatti, è solita stazionare sui pali o sulle cime degli arbusti da dove spicca il volo a caccia di insetti e piccoli uccelli che usa conservare infilati alle spine dei rovi. Non sono rari casi in cui le averle tentano di impadronirsi degli uccelli caduti nelle trappole dei cacciatori, o di quelli che vivono in gabbia allo stato domestico.



AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.

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LOXIA CURVIROSTRA LINNAEUS


PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Passeriformes
FAMIGLIA: Fringillidae
NOME ITALIANO: Crociere

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Nome volgare della Loxia curvirostra, uccello passeriforme granivoro comune nelle foreste di conifere dell'Europa e dell'America del Nord, soprattutto nelle regioni più fredde. (Famiglia dei fringillidi.)
Il crociere ha becco lungo, alquanto compresso, con la parte inferiore rivolta verso l'alto e la superiore verso il basso; questa particolare conformazione del becco gli permette di estrarre con facilità i semi dalle pigne delle conifere. I maschi adulti hanno piumaggio rosso, le femmine verdastro, i piccoli bruno. Altri crocieri sono: il crociere della pineta (Loxia psytyopsittacus) e il crociere fasciato (Loxia leucoptera).

Lunghezza: 16 cm
Peso: 36 g 32 g
Ala: 95 mm
Apertura Alare: 28 cm
Becco: 18 mm
Tarso: 16 mm
Coda: 57 mm

Fringillide con forte differenze (dimorfismo sessuale) tra maschio e femmina. Il maschio è rosso con ali e coda nere. La femmina è verde-oliva con petto e groppone gialli. I giovani sono grigio-verdastri con ventre giallo striato. Becco grosso con mandibole incrociate. Coda forcuta. Volo rapido e ondulato.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Questa specie è estremamente legata ai boschi di conifere. Specializzato nell’estrarre i semi dalle pigne, grazie al becco ricurvo e incrociato cui deve il suo nome volgare, quando si alimenta, spesso sui rami esposti, ricorda nei movimenti un pappagallo.
In annate particolari le popolazioni dell’Europa settentrionale compiono delle vere e proprie invasioni, spingendosi fino al bacino del Mediterraneo, e aumentando considerevolmente il numero delle presenze;


AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.

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LULLULA ARBOREA

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Passeriformes
FAMIGLIA: Alaudidae
NOME ITALIANO: Tottavilla

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
La tottavilla (Lullula arborea) raggiunge una lunghezza di circa 15 cm ed un peso di 27 grammi, con una coda molto corta ed un piumaggio nella parte superiore di colore bruno-fulvo con striature nere e sopraccigli bianchi, mentre in quella inferiore di colore bianco. Le ali presentano una caratteristica macchia bianca e nera sul bordo.
E' un uccello agile e rapido nei movimenti, corre veloce sul terreno ed il suo nome(lodola arborea) deriva dal fatto che non si posa solamente sul terreno, come le specie affini, ma anche sugli alberi.
Il suo canto è delizioso e proprio per tale motivo e ricercato dagli amatori.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E' diffusa in tutta l'Europa e nell'Asia sud-occidentale.
In Italia è comune ovunque come uccello stazionario, di passo e invernale. Il passo primaverile ha luogo in aprile, quello autunnale da metà ottobre a metà novembre.
E' solita evitare i campi fertili, i boschi rigogliosi e le selve di conifere d'alto fusto, preferendovi le brughiere, le stoppie, i terreni incolti, sparsi d'erba rada e le valli, dove giunge ad altitudini difficilmente frequentate da altri uccelli.
Nidifica nell'erba o in buche del terreno, soprattutto sui monti, nelle praterie alpine ed ai margini dei boschi dove la vegetazione è rada e confina con zone cespugliose o sabbiose. il nido viene realizzato con fuscelli e foglie secche e la femmina vi depone 4 o 5 uova bianche, punteggiate e macchiate di bruno e grigio.
La sua dieta consiste in insetti e semi.



AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.

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REGULUS REGULUS LINNAEUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Passeriformes
FAMIGLIA: Sylviidae
NOME ITALIANO: Regolo

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Il Regolo è con il Fioraccino, il più piccolo uccello europeo.
Lungo sui 9 cm. Le parti superiori del piumaggio presentano una colorazione verde oliva grigiastra. Le parti inferiori sono sono grigiastro-olivastre molto chiare. Le remiganti brunastre presentano un'orlatura e una macchia nera nel mezzo. La fronte bruna, la cresta gialla con il centro color arancio ( la femmina ha il centro giallastro) . Gli individui giovani hanno la testa color bruno oliva verdastro senza cresta.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Vive in Boschi di conifere e boschi misti, parchi.
E' diffuso sia in Europa che in Asia.
Nidifica sugli alberi costruendo un nido rotondo fatto di sostanze vegetali, foglie e licheni. Viene costruito da entrambi i sessi. Depone due covate, costituite generalmente da 7-10 uova (occasionalmente fino a 13) incubate dalla femmina per 14-17 giorni. I piccoli sono allevati da entrambi i genitori e restano nel nido per 16-21 giorni ( aprono gli occhi all'etࠤi 7-8 giorni).
Si nutre di invertebrati (insetti).


AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.

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ARDEA PURPUREA LINNAEUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Ciconiformes
FAMIGLIA: Ardeidae
NOME ITALIANO: Airone rosso

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Uccello diurno, lungo in media 85 cm e con una apertura alare di 135 cm. Il piumaggio è a colori vivaci e brillanti. Testa e collo sono bruno rossi, con strie longitudinali nere. Occhi e becco sono gialli. Il dorso e le ali sono scure, color grigio; il petto è castano rosso e sfuma in nero sul ventre. I giovani hanno un piumaggio color sabbia, con il vertice castano e le parti inferiori fulve.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Frequenta preferibilmente paludi, cave abbandonate e densi canneti. Raramente è avvistato sugli alberi.
La riproduzione inizia nel mese di aprile; nidifica spesso con gli altri Aironi nelle stesse colonie, ma coppie isolate possono insediarsi in vasti canneti. I nidi, costruiti da entrambi i sessi, sono formati da un ammasso disordinato di canne spezzate o rametti secchi. Dalle uova (4-5 per nido) nascono dei piccoli che dopo circa 45 giorni sono in grado di volare.
Le prede preferite sono pesci e anfibi, ma si nutre anche di piccoli mammiferi ed insetti. In genere caccia solitario, soprattutto in agguato, immobile nell’acqua bassa o su un ciuffo di canne
Nidifica in colonie nei più grandi canneti del Delta, alle foci del Po di Goro e di Volano, nelle Valli di Campotto e nella Valle Mandriole. È possibile incontrarlo anche a Punte Alberete, nell’Oasi di Volta Scirocco (Valli di Comacchio) e nell'Oasi delle Anse Vallive di Porto. È visibile in primavera ed in estate, soprattutto nelle vicinanze di ampi canneti.
Uccello Nidificante e migratore.



AREE SIC: Foce del Neto.

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AYTHYA NIROCA

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Anseriformes
FAMIGLIA: Anatidae
NOME ITALIANO: Moretta tabaccata

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Il gruppo delle anatre tuffatrici, il cui nome sottolinea l’aspetto più appariscente nel comportamento di questi uccelli, è costituito per lo più da specie che frequentano il nostro Paese durante il passo o nel periodo di svernamento, in quanto le loro aree di nidificazione hanno una distribuzione marcatamente orientale, inoltrandosi nelle steppe asiatiche. L’unica specie che interessa le zone umide pressoché dell’intero territorio nazionale anche durante il periodo della riproduzione è la moretta tabaccata, che si merita appieno il proprio nome soprattutto se la si osserva in riposo o mentre nuota negli stagni, nelle paludi e in qualsiasi specchio d’acqua purché caratterizzato da abbondante vegetazione sommersa e da densi canneti. Lunghezza 38-42 cm peso 410-650 g. Risaltano il castano acceso del capo, del collo, del petto e dei fianchi e il bruno del dorso, sotto il quale si intravede il bianco del ventre e del sottocoda; in volo diventa invece molto visibile la mezzaluna candida che attraversa le ali.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Vive in Acque dolci, stagni, lagune, acquitrini, con folti canneti e abbondante vegetazione sommersa. E’ diffusa in Europa centromeridionale e orientale, Turchia e Asia sudoccidentale, Africa settentrionale. Specie parzialmente migratrice, minacciata di estinzione a livello globale. Specie in passato molto comune, attualmente la consistenza nazionale è inferiore alle 100 coppie nidificanti. L’alimentazione è a base essenzialmente vegetariana: radici, foglie e semi dipiante acquatiche che raccoglie dal fondo immergendosi; non sono disdegnati tuttavia neppure molluschi, insetti acquatici e piccoli pesci. Nonostante l’ampia diffusione di questa specie, che si rinviene in Francia, Olanda, Svizzera, Italia (esclusa la Sardegna), Grecia, Turchia e dall’Europa centrorientale all’Asia senza soluzione di continuità, nonché nell’Africa nordoccidentale, alcuni aspetti del suo comportamento riproduttivo non sono ancora completamente conosciuti. La nidificazione avviene in maggio, sempre nei pressi ma anche sulla superficie dell’acqua, fra i canneti e la vegetazione riparia. Qui vengono disposte da sette a dodici uova di colore grigio-giallastro con sfumature rossicce. La cova, come pure la cura della prole, è svolta solo dalla femmina, mentre il maschio rimane nelle vicinanze.



AREE SIC : Foce Neto.

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CIRCUS AERUGINOSUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitride
NOME ITALIANO: Falco di palude

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Descrizione: Politipico. Dicromismo sessuale. Lunghezza 48-56 cm (coda 18-20 cm); apertura alare 115-130 cm. Peso medio 430-1100 g. Femmina fino al 15% più grande del maschio. Maschio, parti superiori nerastre; copritrici superiori chiare anteriormente, scure posteriormente. Prime cinque primarie nere, le restanti e le secondarie grigio argentee. Codione bincastro. Testa e collo crema. Ventre e calzoni rossicci. Femmina superiormente castana; copritrici e scapolari giallo crema. Testa bianca con stria scura attraverso l'occhio. Parti inferiori castano rossiccie. Gola chiara. Giovane, simile alla femmina, ma più scuro e con parti chiare meno estese. Muta luglio-ottobre. In volteggio e scivolata, ali sollevate a "V". Il volo attivo consiste in una serie di cinque-dieci battiti, seguiti da una scivolata ad ali rialzate, a volte, con zampe a penzoloni. Silenzioso al di fuori del periodo riproduttivo. Nelle parate emette grida acute. Caccia in volo a bassa quota, esplorando la vegetazione erbacea. Ghermisce la preda sul terreno, con le ali rialzate e gli artigli protesi verso il basso. Quando occasionalmente pesca, immerge solo gli artigli. A volte caccia all'agguato, appollaiato su bassi posatoi. Riposa abitualmente sul terreno, più raramente sugli alberi. Più individui possono riunirsi in dormitoi comuni, in particolare in migrazione e nelle aree di svernamento.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Habitat: Zone umide interne e di litorale, con sufficienti estensioni di canneti. Anche foraggiere e steppe cerealicole, soprattutto se adiacenti ad ambienti allagati. Generalmente al livello del mare. Anche in praterie d'altitudine durante le migrazioni. E’ presente in Europa, limite nord in Svezia e URSS (60 gradi N). Nel sud, fino al Mediterraneo. Manca in Islanda ed in Irlanda. Localizzato in Gran Bretagna. In Italia, discontinuo nel Nord, centro e Sardegna. Migratore, sverna nell'area mediterranea e atlantica. Le popolazioni europee più nordiche svernano in Africa a sud del Sahara, fino al Botswana. I movimenti verso sud iniziano in agosto e si protraggono fino a novembre; verso nord, vanno da febbraio a maggio. Alimentazione: Piccoli mammiferi, soprattutto roditori. Anche pulcini di uccelli acquatici. Più raramente anfibi e pasci. Occasionalmente carogne e resti di prede di altri rapaci. Riproduzione: Sedentario. Nidifica solo in canneti. Depone da marzo ad aprile. Covata di 3-8 uova. Intervallo di deposizione 2-3 giorni. Incubazione 31-38 giorni per uovo; svolta dalla sola femmina. Periodo d'involo 35-40 giorni. Giovani indipendenti a 65-75 giorni. Prima nidificazione a 2-3 anni. Produttività 2.
FATTORI DI MINACCIA.
La popolazione di questo rapace è in forte declino a partire dal secolo scorso nei paesi anglosassoni e negli stati baltici, per la persecuzione deliberata. Attualmente stabile o, dove protetto, in sensibile aumento. Localmente ancora numeroso in Francia, Olanda, Polonia. In Italia è presente una popolazione riproduttiva di 60-100 coppie.

AREE SIC: Foce Neto.

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CIRCUS CYANEUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitride
NOME ITALIANO: Albarella reale
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Descrizione: Politipica. Dicromismo sessuale. Lunghezza 44-52 cm (coda 17-19 cm); apertura alare 100-120 cm. Peso medio 290-590 gr. Femmina fino al 5-10% più grande del maschio. Maschio, parti superiori grigio cenere. Primarie esterne nere, interne grigie. Testa, collo e petto, grigio cenere. Timoniere grigie. Parti inferiori chiare, con sfumature grigie. Femmina, superiormente bruna, con ali sfumate in chiaro. Codione bianco. Inferiormente, crema con barrature scure. Dischi facciali chiari. Giovane, simile alla femmina. Muta tra marzo e dicembre. In volteggio, ali rialzate. In scivolata, generalmente rialzate, piú raramente piatte. In volo attivo, battiti veloci intercalati da brevi scivolate.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Habitat: Brughiere, praterie, coltivi erbacei, pascoli e zone umide, generalmente al di sotto dei 500 m in Europa. Localmente, quote più elevate in Asia. Anche in praterie d'altitudine durante le migrazioni. Alimentazione: Soprattutto piccoli Mammiferi, in particolare roditori. Anche Uccelli terricoli, nidiacei, Rettili, Anfibi e grossi Insetti. Caccia a bassa quota, ghermendo le prede sul terreno o all'involo nel caso di Uccelli ed Insetti. Passa almeno la metà della giornata in ala. Occasionalmente caccia all'agguato, da bassi posatoi. Tendenzialmente gregaria al di fuori del periodo riproduttivo, specialmente verso sera quando più individui si riuniscono in dormitori comuni. E’ presente in Europa, dalla Scandinavia, con limite nord in Norvegia (70 N), alla Spagna settentrionale. Manca in Islanda e nel Mediterraneo centrorientale, Italia compresa (estinta nella Padania). Migratore parziale, le popolazioni nordiche e sarmatiche svernano nell'area mitteleuropea, atlantica e mediterranea. Gli spostamenti verso Sud vanno da fine agosto ai primi di novembre; verso nord, da metà febbraio ad aprile.
FATTORI DI MINACCIA.
La popolazione è Diminuita dal secolo scorso per le persecuzioni e in parte le trasformazioni ambientali, soprattutto nell'area atlantica centreuropea. Attualmente in aumento dove protetta. Discrete popolazioni in Gran Bretagna, Francia e probabilmente URSS nelle zone adatte. In Italia nidificante fino agli anni '50 nella Padania.

AREE SIC: Foce Neto.

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CIRCUS MACROURUS

PHYLUM:Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitride
NOME ITALIANO: Albanella pallida
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Albanella è il nome comune di alcuni uccelli rapaci del genere Circus, famiglia degli Accipitridi.
In Italia si possono osservare:
• albanella minore (Circus pyrargus) (sverna in Africa)
• albanella pallida (Circus macrourus) (solo occasionalmente e di passaggio)
• albanella reale (Circus cyaneus) (in Italia per svernare)
• falco di palude (Circus aeruginosus) (in alcune zone nidificano, in altre sono solo di passaggio, in altre ancora vengono a svernare)
Si nutrono tutti di piccoli mammiferi, uccelli e insetti. Alcuni anche di lucertole, anfibi e altri invertebrati. Di colore grigio i maschi, bruno le femmine. Vive in Europa, Asia e America settentrionale. Alla stessa famiglia appartengono anche l'albanella reale e l'albanella minore. Specie migratrice regolare.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Habitat: brughiere, canneti, campi coltivabili. Il nido viene costruito sul terreno, ed è formato da erbe e piccoli rami. La femmina depone 4 - 5 uova. E’ un uccelo migratore. Prima della fine dell'estate si sposta verso il sud del Sahara per trascorrere l'inverno.

AREE SIC: Foce Neto.

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CIRCUS PYGARGUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitride
NOME ITALIANO: Albanella minore
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Descrizione: Monotipica. Dicromismo sessuale. Lunghezza 43-47 cm. (coda 16-19); apertura alare 105-120 cm. Peso medio 230-495 g. Maschio, parti superiori grigio scuro. Primarie esterne nere; Femmine primarie interne e secondarie grigie con barra scura evidente. Inferiormente biancastro con screziature ruggine sul petto e ventre. Testa e collo grigio cenere. Femmina, parti superiori brune, con sfumature più chiare sulle ali. Codione bianco. Parti inferiori castano, con barratura scura sulle ali. Testa e collo castani. Giovane, simile alla femmina, con tonalità più scure e parti inferiori rossiccie. Muta dalla primavera a fine estate ed oltre. In volteggio e scivolata, ali rialzate. Il volo battuto è leggero e agile, con una serie di battiti alternati a scivolate. Silenziosa al di fuori del periodo riproduttivo. Durante le parate ed in prossimità del nido emette grida acute, chioccii e chiaccherii.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ presente in Europa, dal Mediterraneo alla Danimarca; dall'area mitteleuropea a quella sarmatica. Limite nord in URSS (60 gradi N). Manca in Islanda e in Irlanda. Migratrice, le popolazioni europee svernano in Africa oltre il Sahara, dal Senegal all'Etiopia, fino alla Repubblica Sudafricana. Gli spostamenti verso sud iniziano a fine luglio e durano fino a settembre; verso nord, vanno da marzo a maggio inoltrato. Habitat: Brughiere, praterie, pascoli, steppe cerealicole e zone umide. Generalmente alle basse quote. Fino ai 1500 m in Asia. Anche nelle praterie d'altitudine durante le migrazioni. Alimentazione: Piccoli Mammiferi, soprattutto roditori. Uccelli terricoli e loro pulcini, lucertole ed Insetti. Comportamento generale: Caccia a pochi metri dal terreno, ghermendo le prede al suolo od in aria, dopo brevi inseguimenti. Passa buona parte del giorno in volo. Si posa sul terreno o su bassi posatoi, difficilmente su alberi, di consueto su staccionate e cespugli rinsecchiti. Gregaria al di fuori del periodo riproduttivo. Riproduzione: Specie estiva. Nidifica sul terreno, in vegetazione erbacea e cespugliosa, anche nei coltivi (cereali e foraggi). Depone da aprile a fine maggio/primi di giugno. Covata di 4-5 uova (2-8). Intervallo di deposizione 1,5-3 giorni. Incubazione di 28-29 giorni per uovo; svolta dalla sola femmina. Periodo d'involo 33-40 giorni. Giovani indipendenti a 45-55 giorni. Età della prima nidificazione, 2-3 anni. Produttività 1,5-2.
FATTORI DI MINACCIA.
Popolazione: Diminuita sensibilmente in alcune aree dell'Europa centrale ed atlantica, nel secolo scorso. Successivamente in ripresa nella prima metà del secolo, poi ancora in forte diminuzione, in gran parte per trasformazioni ambientali. Localmente ancora abbastanza numerosa in Spagna, Francia, URSS. In Italia vengono stimate 250-500 coppie nidificanti.

AREE SIC: Foce del Neto.

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EGRETTA ALBA

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Ciconiiformes
FAMIGLIA: Ardeidae
NOME ITALIANO: Airone banco maggiore
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Uccello diurno di grandi dimensioni (in media, 90 cm di lunghezza, 150 cm di apertura alare). Piumaggio bianco candido, becco giallo alla base soltanto durante la riproduzione, altrimenti completamente giallo nel resto dell’anno. Zampe e piedi bruni. In volo le zampe sporgono oltre l’estremità della coda e il collo è ripiegato ad S. In estate presenta lunghe scapolari che ricadono all'indietro sul dorso.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Frequenta le rive dei fiumi, le pozze, le depressioni, gli acquitrini, i coltivi irrigui, compiendo spostamenti giornalieri anche di decine di chilometri per procacciarsi il cibo. Il nido, costruito tra il fitto canneto delle zone palustri, in colonie e raramente insieme ad altre specie, può contenere 3-5 uova, di colore azzurro e di grandi dimensioni. La cova (35 giorni) viene effettuata sia dal maschio che dalla femmina. I pulcini diventano indipendenti dopo 40 giorni, rimanendo però nei pressi del nido sino alla migrazione autunnale. Si nutre generalmente di pesci, ma anche anfibi e piccoli rettili. Facilmente osservabile nell’acqua delle lagune o su argini e persino campi coltivati. Stanziale, nidificante, migratore e svernante.

AREE SIC: Foce Neto.

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FALCO MAUMANNI FLEISCHER

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Falconiformes
FAMIGLIA: Falconidae
NOME ITALIANO: Grillaio
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Lunghezza: - 34 cm
Peso: - 150 g
Ala: - 26 cm
Apertura Alare: - 65 cm
Becco: - 13 mm
Tarso: - 32 mm
Coda: - 150 mm
E' più piccolo del Gheppio, con il quale può essere scambiato facilmente. Maschi con mustacchi appena evidenti e senza la macchiettatura dorsale. Femmine, quasi indistinguibili da quelle del Gheppio, più barrate sul dorso e punteggiate sul petto. Le unghie del Grillaio sono bianche, quelle del Gheppio nere. Il Grillaio naumanni è una delle specie più interessanti della fauna, inclusa tra quelle la cui conservazione è prioritaria nella Direttiva Habitat dell’Unione Europea. Questo piccolo rapace, un tempo molto comune, ha subito negli ultimi decenni una drastica riduzione delle sue popolazioni, soprattutto in seguito alla trasformazione e all’alterazione dell’habitat frequentato, ad opera dell’uomo (messa a coltura, spietramenti, etc.).
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Il grillaio è una specie migratrice (giunge dall’Africa verso aprile e riparte alla fine dell’estate) e coloniale (vive cioè in colonie che arrivano fino a 1500 - 2000 esemplari). I Grillai si nutrono principalmente di ortotteri, i grilli e le cavallette. Perlustrano il territorio dall’alto di un posatoio o più frequentemente in volo, con la tecnica dello «spirito santo» così denominata perché i falchetti restano immobili librandosi nell’aria, quasi come sospesi, per poi picchiare sulla preda all’improvviso.
FATTORI DI MINACCIA.
Bird Life International considera il Grillaio specie «minacciata a livello globale» e l’U.E. la individua come «specie prioritaria di conservazione». Infatti, la popolazione europea di Grillaio ha subito, tra il 1982 ed il 1994, una riduzione del 90%, passando da 150000 a 15000 coppie.

AREE SIC: Foce del Neto.

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GELOCHELIDON NILOTICA

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: Sternidae
NOME ITALIANO: Sterna zampiere
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Dimensioni: lungh. 34-39 cm, apertura alare 87-102 cm.
Peso: 193-258 gr.
Sessi simili, abiti stagionali diversi.
Specie politipica
Sterna di grandi dimensioni riconoscibile per il massiccio becco nero e per la calotta nera che dalla zona frontale scende, all’altezza dell’occhio, fino a tutta la nuca e alla parte posteriore del collo. Il corpo è bianco con sfumature grigio perla sulle copritrici e sul dorso; in volo è riconoscibile dalle specie simili (Beccapesci) per la silhouette snella ed i movimenti più eleganti. Il becco, corto e robusto, è interamente nero, come il vertice e i lati della testa. In inverno la testa è bianca sfumata di grigio. Uccello tipicamente diurno
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Vive nelle zone palustri, nelle lagune, nelle saline e sulle coste sabbiose. Il nido viene scavato nella sabbia o nella terra ed è rivestito di sostanze vegetali. Le uova, in genere 3 per covata, sono incubate da entrambi i sessi e i piccoli, fino a circa 5 settimane di età, vengono allevati da entrambi i genitori. Si nutre soprattutto di pesci, piccoli uccelli e loro uova, anfibi, piccoli rettili e piccoli mammiferi. È più facile osservarlo in primavera e in estate nelle zone umide in cui nidifica e negli spazi aperti come i terreni coltivati. Specie nidificante e migratore. La popolazione europea è stimata in circa 3300 coppie. Oltre il 50% della popolazione europea nidifica in Spagna anche in ambienti lontani dal mare, le rimanenti colonie sono distribuite lungo le coste del Mediterraneo in Ucraina, Francia, Italia e Grecia. La popolazione italiana oscilla da 200 a 300 coppie (8% della popolazione europea) . Una piccola frangia della popolazione svernante si sofferma nel Mediterraneo meridionale e segnalazioni occasionali provengono essenzialmente dall’estremo sud della Penisola (Sicilia, Calabria, Puglia, Malta).

AREE SIC: Foce del Neto.

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GLAREOLA PRATINCOLA

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: Glareolidae
NOME ITALIANO: Pernice di mare
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
In media lungo 23 cm. Colorazione bruna oliva, ventre bianco e macchia sulla gola crema bordata di nero. Interno dell’ala marrone-rossiccio, coda profondamente forcuta, nera con base bianca. Zampe nere, corte e becco breve leggermente curvo all’ingiù. In inverno la macchia crema della gola ha bordo indistinto. I giovani hanno una larga banda pettorale a strie scure. Osservabile da maggio fino a fine estate. In volo è visibile lungo l’argine Agosta, adiacente alle Valli di Comacchio. Nella valle di Zavelea è rilevabile in giugno e in luglio.
Specie nidificante e migratore .
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Frequenta luoghi aperti con vegetazione erbacea, ma anche paludi, spiagge, rive dei fiumi, laghi e distese di fango. Costruisce il nido in una piccola cavità nel terreno o nel fango, fra la bassa vegetazione salmastra, senza rivestirlo. La deposizione avviene da maggio a giugno e la cova viene condotta da entrambi i genitori. Depone di solito 2-3 uova di colore variabile dal fulvo al grigio pietra al verdastro, con macchie bruno-nerastre. Dopo 22 giorni dalla schiusa i giovani sono indipendenti Soprattutto nelle ore vicine al crepuscolo volteggia a caccia di insetti; si ciba anche delle loro larve e di anellidi.

AREE SIC: Foce del Neto.

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GRUS GRUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Griformes
FAMIGLIA: Gruidae
NOME ITALIANO: Gru
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Grande uccello dal portamento solenne, noto soprattutto per gli eleganti rituali di corteggiamento e di saluto. Si sposta sul terreno e su acque basse con movimenti molto misurati; in volo appare molto grande, con ali lunghe, collo e zampe distesi. Le coppie sono stabili nel tempo e fedeli ai territori di nidificazione. Il comportamento sociale appare molto sviluppato e le danze non si limitano alla sola fase del corteggiamento, ma si verificano anche al di fuori della stagione riproduttiva.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Il nido viene costruito sul terreno al margine di laghi o paludi, preferibilmente in aree alberate e indisturbate. Depone di solito due uova. Migra in branchi più o meno grandi, in formazioni lineari o a cuneo. Difficile non accorgersi del loro passaggio per il forte richiamo simile ad un nasale suono di tromba. Attualmente la Gru nidifica su di un vasto areale che va dalla penisola scandinava alla Siberia orientale, ma in passato esistevano aree riproduttive anche nell’Europa centro-meridionale, come ad esempio il Delta del Po. Le popolazioni europee svernano nella penisola iberica e in Africa settentrionale. Durante la migrazione un numero crescente di esemplari sosta in paludi ed aree coltivate aperte della nostra penisola.

AREE SIC: Foce del Neto.

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LARUS AUDOUINII PAYRAUDEAU

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: Laridae
NOME ITALIANO: Gabbiano corso
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Il gabbiano corso (Larus audouinii) è l’unico gabbiano endemico del Mediterraneo e con sole 6.000 copie è anche il più raro del mondo ed è per questo inserito in tutte le direttive e convenzioni internazionali come specie in via d’estinzione. Il nome si deve ad un naturalista francese Payraudeau che per primo lo descrisse nel 1826 nelle coste della Corsica, anche se successivamente altri Autori lo segnalarono in altre aree del Mediterraneo. La distribuzione della specie è oggi localizzata principalmente nel versante occidentale ed in particolare lungo le coste spagnole. I caratteri di riconoscimento della specie sono il becco rosso verso la cui estremità gialla è presente una fascia trasversale nera, la punta delle ali nera, il dorso grigio perla, il collo e il ventre bianco e anello palpebrale rosso, zampe con piedi palmati grigio verdi.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ una specie che nidifica soprattutto su piccole isole o su coste disabitate a poca distanza dal mare, in quanto a differenza del gabbiano reale ha una dieta molto selettiva che include esclusivamente organismi del mare, prevalentemente pesci e molluschi. Nell’individuazione dei siti di riproduzione è in competizione soprattutto con il gabbiano reale che è più grande ed ha un ciclo riproduttivo anticipato e che quindi tende ad occupare i siti migliori.

AREE SIC: Foce del Neto.

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LARUS GENEI BREME

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: Laridae
NOME ITALIANO: Gabbiano roseo
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
In media lungo 42 cm. In inverno l’adulto ha capo e collo bianchi con accenni di striature grigiastre lateralmente, mentre in abito nuziale presenta un piumaggio color bianco puro. Le zampe sono rosso scuro; il becco è nero, molto sottile e appuntito. Rispetto agli altri gabbiani ha collo più alto, coda più lunga e cuneiforme. E’simile al gabbiano comune, ma si distingue da quest’ultimo per le dimensioni leggermente maggiori, zampe più lunghe, becco più lungo e più scuro, fronte sfuggente, assenza del cappuccio scuro nel periodo riproduttivo, poco nero sulle ali; in volo mostra un battito più lento del G. comune, più simile a quello di un gabbiano più grande ed una sagoma più affusolata; in acqua assume una tipica postura con il collo ed il becco protesi in avanti. Gli adulti hanno spesso le parti inferiori con sfumature rosa molto evidenti. I giovani sono simili ai coetanei comuni ma con testa e mantello molto chiari; il piumaggio adulto viene acquisito nel secondo anno di vita. Specie diurna
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Frequenta acque costiere ed estuari, o lagune e saline. D’inverno frequenta soprattutto le coste marine. Il nido è in genere posto in una cavità del terreno o nel fango, ed è costruito con penne, alghe e steli d’erba. Vengono deposte 2 o 3 uova color bianco verdastro; i piccoli, alla nascita, si presentano ricoperti da un morbido piumino bianco grigiastro. Si nutre Soprattutto insetti acquatici, crostacei e anellidi. Le più grandi colonie nidificanti si trovano nella Salina e nelle Valli di Comacchio e nella Pialassa Baiona. Nei luoghi in cui nidifica è più facile osservarlo durante la primavera e l’estate, mentre durante la stagione migratoria è possibile incontrarlo anche nell'Oasi dell’Ortazzo e nella Salina di Cervia. Specie Nidificante e migratore.

AREE SIC: Foce del Neto.

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LARUS MELANOCEPHALUS TEMMINCK

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: Laridae
NOME ITALIANO: Gabbiano corallino
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
In media lungo 38 cm. Ha un mantello grigio chiaro e ali completamente bianche. Zampe e becco sono di color rosso brillante; il becco è attraversato da una banda scura. In inverno il capo è bianco con macchiette scure intorno all’occhio, ma in estate il capo è nero, ed il cappuccio si estende fino alla nuca con un evidente cerchio orbitale bianco. Specie prevalentemente diurna.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Comune nell’entroterra e lungo le coste, raramente lontano da terra. Frequenta i laghi, le cave, i bacini di smaltimento dei rifiuti e i campi coltivati. Il nido è in genere posto su isolotti lagunari, ed è costruito con fuscelli e residui vegetali. Vengono deposte 2 o 3 uova color grigio o bianco giallastro; i piccoli, alla nascita, si presentano ricoperti da un morbido piumino grigio o fulvo brunastro. SI nutre soprattutto di pesci, insetti, molluschi e anellidi. Le più importanti aree di nidificazione sono la Valle Bertuzzi, le Valli di Comacchio, la Pialassa Baiona e la Salina di Cervia. È più facile osservarlo in primavera e in estate, non solo nelle aree in cui nidifica, ma in tutto il territorio del Delta. Specie nidificante, migratore e svernante-

AREE SIC: Foce del Neto.

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PANDION HALIAETUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Pandionidae
NOME ITALIANO: Falco pescatore
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Descrizione Lunghezza totale 55-58 cm; apertura alare 145-170 cm Rapace di medie dimensioni specializzato nella cattura di pesci. La femmina è più grande del maschio, tranne che nella lunghezza di tarso, dito e unghia Abito sessuali e stagionali simili; giovani riconoscibili a distanza ravvicinata. In natura. Movimenti delle ali potenti, ma battiti poco ampi, silhouette caratteristica: volo planato rettilineo con ali più o meno marcatamente angolate, interrotto da battiti d'ala, che ricorda quello di un giovane Larus cachinnans; volo planato circolare con ali leggermente pendenti.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Nel Mediterraneo la nidificazione ha luogo principalmente lungo coste rocciose, non lontano dal mare. Gli individui mediterranei frequentano comunque anche foci di fiumi, stagni litoranei, saline, laghi dell'interno e corsi d'acqua. La stagione riproduttiva si estende dal mese di febbraio, con la rioccupazione del nido delle coppie più precoci, al mese di agosto con l'involo dei giovani delle coppie più tardive La progressiva rioccupazione dei nidi avviene tra febbraio ed aprile. La deposizione delle uova si estende su un periodo di due mesi. Gli involi dei giovani sono compresi tra la prima settimana di giugno e la seconda settimana di agosto. Nel Mediterraneo sono conosciuti solo siti di nidificazione su rocce e non su alberi, al contrario di quanto si riscontra in maggioranza nel resto dell'areale. Il fondo del nido è piatto e tappezzato con materiali diversi, prevalentemente con foglie secche di Posidonia oceanica. Per l'allevamento della prole il maschio trasporta al nido da uno ad otto pesci al giorno. Con il procedere dell'allevamento dei pulli il tempo di soggiorno al nido del maschio tende a diminuire, passando la maggior parte del tempo su di un posatorio presso il nido. La femmina, vigile, mette in atto un intensa attività di sorveglianza dei dintorni del nido per tutto il periodo di allevamento della prole Essa è restia ad abbandonare il nido fino a che i pulli non hanno raggiunto l'età di 6-7 settimane. Nel loro territorio gli adulti possono subire interferenze da parte di altre specie (Corlnus corax Larus cachinnans, Falco peregrinus) . In tali occasioni si tratta generalmente di inseguimenti aerei. I maschi possono farsi molestare da Larus cachinnans quando si spostano con un pesce.
Si ciba esclusivamente di pesci che pesca direttamente.
FATTORI DI MINACCIA.
Gli effettivi nidificanti nel Mediterraneo nel periodo 1978- 1988 sono stimati in 57-75 coppie. In Italia il falco pescatore è specie protetta dalla legge Anche se pare vi sia una certa assuefazione delle coppie al passaggio delle imbarcazioni nei dintorni del sito di nidificazione, è certo che il soddisfacente successo riproduttivo che si rileva è in relazione alla precocità della riproduzione in rapporto al movimento turistico estivo Fotografi, birdvvatchers ed escursionisti appaiono fonti non trascurabili di disturbo.

AREE SIC: Foce del Neto.

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PHOENICOPTERUS RUBER LINNAEUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Phoenicopteriformes
FAMIGLIA: Phoenicopterus
NOME ITALIANO: Fenicottero
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
In media lungo 130 cm e con apertura alare di 155 cm. Ha zampe e collo lunghissimi, ed un caratteristico becco curvato che gli permette di nutrirsi setacciando il fondo delle zone palustri. Il maschio è simile nell’aspetto alla femmina, ma di dimensione leggermente superiore. I giovani sono più piccoli, con colorazione brunastro biancastra. Specie prevalentemente diurna
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Vive nelle basse lagune costiere, laghi, banchi di fango, adattandosi anche a saline. Durante il periodo riproduttivo gli accoppiamenti vengono preceduti da brevi cerimonie durante le quali i maschi cercano di attrarre le femmine drizzando le vaporose penne dorsali. I nidi sono costruiti molto vicini uno all’altro in colonie numerose poste su isolotti fangosi in acque basse. Quasi sempre viene deposto un uovo solo, incubato da entrambi i genitori per 28-30 giorni. I piccoli lasciano il nido circa 10 giorni dopo la schiusa, unendosi per tre mesi ai fitti assembramenti di pulcini della colonia. Si nutre di insetti, crostacei, molluschi e in minor misura di alghe e semi, che filtra nelle acque basse sfruttando il suo particolarissimo becco. Specie Stanziale, nidificante, migratore e svernante.

AREE SIC: Foce del Neto.

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PLATALEA LEUCORODIA LINNAEUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Ciconiiformes
FAMIGLIA: Threskiornithidae
NOME ITALIANO: Spatola
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
La silouette e la taglia sono simili all'Airone ,si differisce solo per la curiosa forma del becco a forma di cucchiaio. Vive in paludi ricoperte di canne ,preferisce acque poco profonde. Nidifica in colonie ,nei canneti ,su alberi o cespugli.Si serve del caratteristico becco a spatola per filtrare l´acqua e trattenere piccoli animali o insetti.Poco comune alle nostre latitudini è quasi sempre presente nelle saline a ovest della città nei periodi di migrazione quando a gruppi si fermano per riposare. Come riconoscerli: Colore bianco con lungo becco nero a forma di cucchiaio,nei giovani rosa. Dimensione 86 cm; Apertura alare: 115-130 cm. Peso: Circa 2000-2200 g
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Habitat: Paludi e specchi d'acqua soggetti talvolta al prosciugamento. Spesso la si può incontrare in stormi che volano in formazioni ordinate o sostano nelle paludi e lagune costiere. La gestazione avviene tra aprile e luglio, con la deposizione da 4 a 5 uova covate per 21 giorni. Nidifica in colonie che si trovano prevalentemente in aree interne, ma vi sono alcune popolazioni che allevano i piccoli nei pressi dei litorali marini. Il cibo viene cercato muovendo ritmicamente la testa nell'acqua bassa all'interno della fanghiglia, facendo in questo modo riemergere piccoli pesci, molluschi, lumache, girini e altri insetti di cui si ciba. I nidi vengono costruiti a terra oppure su delle vecchie canne ripiegate, su cespugli o piccoli alberi. Come altri trampolieri i piccoli si riuniscono in grandi gruppi che richiedono il cibo ad ogni adulto che si avvicina a queste aree. Anche le spatole presenti in Europa sono migratrici e svernano nell'Africa tropicale.

AREE SIC: Foce del Neto.

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PLEGADIS FALCINELLUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Ciconiiformes
FAMIGLIA: Threskiornithidae
NOME ITALIANO: Mignattaio
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
In media lungo 56 cm., con apertura alare di 90 cm. Ha un piumaggio nerastro uniforme con sfumature verdi e rossicce. Il becco è lungo e arcuato, le zampe bruno grigiastre. I giovani presentano una colorazione più uniforme, bruna, con parti inferiori chiare. Specie prevalentemente diurna
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Frequenta paludi, lagune, acquitrini e coste marine. Nidifica in colonie con altre specie di uccelli palustri. Il nido è costituito da rami secchi intrecciati ed è in genere nascosto tra le canne. Depone 3-4 uova incubate da entrambi i sessi; i piccoli vengono allevati da entrambi i genitori e alimentati con cibo rigurgitato. Il momento migliore per osservarlo è tra l’inizio della primavera e la fine dell’estate. Si nutre di insetti, molluschi, piccoli anfibi e piccoli pesci. Specie Nidificante, migratore e irregolarmente svernante

AREE SIC: Foce del Neto.

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PLUVIALIS APRICARIA

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: Charadriidae
NOME ITALIANO: Piviere dorato
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Il piviere dorato è un uccello dell’ordine dei trampolieri con le zampe di media lunghezza munite di 3 sole dita, il becco corto, il ventre e la gola bianchi. Dimensioni: lungh. 26-29 cm, apertura alare 67-76 cm.
Peso: 140-294 gr.

HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
L’areale riproduttivo comprende le zone di tundra e le praterie d’alta quota tra l’Islanda e la Siberia centrale. I siti di nidificazione più meridionali sono in Gran Bretagna e Germania settentrionale. Approssimativamente il 50% della popolazione europea di 440.000- 785.000 coppie nidifica in Islanda, con un ulteriore 25 % concentrato in Norvegia e il resto della popolazione principalmente in Finlandia, Svezia, Russia e Gran Bretagna. A partire dal secolo scorso vi è stata una marcata contrazione della parte meridionale dell’areale riproduttivo che ha portato la specie a scomparire o quasi da Belgio, Danimarca, Germania, Polonia, Svezia e Norvegia meridionali. In Italia è presente tra settembre e aprile, con picchi della migrazione di ritorno nella seconda metà di febbraio e in marzo. Sessi differenziati. Abiti stagionali e giovanili differenziati. Specie monotipica. Limicolo di media taglia con sagoma compatta, becco corto e fine, dorso bruno; in abito non riproduttivo può essere confuso con Pievieressa e Combattente rispetto ai quali ha ali, codione e coda senza evidenti bande bianche. In Italia è di passo e localmente invernale, in particolare nelle regioni centrali e meridionali. Molto raro d’inverno, più frequente durante il passo. Frequenta gli incolti erbosi di pianura e collina, specialmente presso la costa, gli acquitrini, i campi aperti, la spiaggia marina e la foce del fiume; a volte anche i pascoli montani durante la migrazione.

AREE SIC: Foce del Neto.

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RECURVIROSTRA AVOSETTA LINNAEUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriformes
FAMIGLIA: Recurvirostridae
NOME ITALIANO: Avocetta

 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
in media lungo 43 cm. Becco lungo sottile, rosa e incurvato all’insù. Piumaggio candido con disegni neri, zampe grigio-azzurastre. In volo è riconoscibile da una macchia triangolare nera all’apice alare; nere anche le fasce scapolari e parte delle copritrici superiori.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Durante il periodo della riproduzione frequenta paludi, lagune, banchi di sabbia e fango, talvolta anche terreni con vegetazione rada e sparsa. In altre stagioni lo si può trovare anche sulle rive di laghi e fiumi. la riproduzione ha luogo da aprile a luglio. La coppia prepara varie buche e la femmina ne sceglie solamente una. Il nido è tappezzato da foglie, rametti e steli d’erba, in un luogo rialzato vicino all’acqua. Sono deposte solitamente 4 uova brune e macchiettate di scuro, l’incubazione è condotta da entrambi i genitori fino a 24 giorni. I pulli dopo la nascita abbandonano subito il nido e sono pronti al volo dopo circa 19 giorni. il singolare becco lo specializza nella ricerca di invertebrati acquatici, in particolare larve di ditteri, crostacei, anellidi, molluschi e insetti che galleggiano sul pelo dell’acqua. Specie stanziale, nidificante, migratore e svernante.

AREE SIC: Foce del Neto.

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STERNA CASPIA PALLAS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: sternidae
NOME ITALIANO: Sterna maggiore
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Specie migratrice molto rara. Il becco grande e rosso permette di distinguerla da Sterne consimili. Il piumaggio è sfumato dal bianco della parte anteriore al grigio della parte posteriore. La coda e il capo sono neri, il becco è arancio.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Vive in tutto il mondo, sverna in Africa e in Asia meridionale. Predilige coste sabbiose, corsi d’acqua.

AREE SIC: Foce del Neto.

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STERNA SANDVICENSIS LATHAM

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Charadriiformes
FAMIGLIA: sternidae
NOME ITALIANO: Beccapesci
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
lungh. 36-42 cm,
apertura alare 85-105 cm.
Peso: 230-290 gr.
Sessi simili,
abiti stagionali leggermente diversi.
Specie politipica e diurna.Sterna di dimensioni medio grandi simile a S. zampenere ma riconoscibile da questa per un ciuffo di penne erettili nero o striato sulla nuca, becco nero con apice color corno, sagoma più tozza e volo più pesante e rettilineo. Ha ali lunghe e coda biforcuta, un lungo e sottile becco nero con la punta gialla.
L’adulto in estate ha il capo con la fronte nera, in abito invernale ha la fronte bianca. Le penne della parte posteriore del vertice si rizzano quando è eccitato. Il giovane ha il becco tutto scuro, il dorso e le copritrici sono spruzzate di scuro.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
La popolazione europea è distribuita, con circa 125000 coppie, prevalentemente lungo le coste del Mar Nero e quelle del Mar Baltico e dell’Atlantico settentrionale; solo alcune migliaia di coppie nidificano nei Paesi affacciati al Mediterraneo occidentale in Spagna, Francia ed Italia. Durante il periodo riproduttivo (maggio, giugno) lo si rinviene lungo le zone costiere costituite da isole sabbiose o ciottoloso-ghiaiose, spiagge e sponde ciottolose con radi fili d’erba; è più raro su coste rocciose o laghi costieri. Il nido è posto sulla sabbia e sui sassi delle zone litoranee, ed è in genere costituito da un buco nel quale vengono accumulati detriti vegetali e alghe. Le uova deposte normalmente sono 2 ed hanno una colorazione bianco-giallastra con macchie scure. La cova è affidata ad entrambi i sessi e dura fino a 24 giorni. I giovani hanno un piumino grigio brunastro con striature scure, e rimangono nel nido fino a 10 giorni; dopo circa 30-35 giorni di vita sono pronti al volo. Si nutre Prevalentemente invertebrati (molluschi, crostacei ed anellidi) e piccoli pesci; eccezionalmente altri nidiacei di specie diversi di uccelli. Specie Nidificante e migratore.

AREE SIC: Foce del Neto.

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MILVUS MIGRANS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitridae
NOME ITALIANO: Nibbio bruno
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Descrizione: Politipico. Maschio e femmina simili. Lunghezza 55-60 cm. (coda 20-23 cm.); apertura alare 145-150 cm., peso medio 500-1000 gr.. Femmina fino al 5% più grande del maschio. Superiormente bruno scuro uniforme; inferiormente egualmente scuro, ma con sfumature più grigiastre verso il petto e rossastre verso il ventre. Testa biancastra con fitte striature scure. Il giovane è più scuro nelle parti superiori, più chiaro in quelle inferiori. La testa è più grigiastra. Muta tra maggio e ottobre. In volteggio, ali flesse ed arcuate; la coda, leggermente forcuta, è manovrata da un lato all'altro. Nel volo attivo battiti lenti ed elastici interrotti da scivolate. Testa spesso rivolta verso il basso. Il verso più caratteristico è una sorta di nitrito tremolante emesso soprattutto in periodo riproduttivo.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Habitat: Pianure e colline con zone aperte alternate a boschi, nei dintorni di fiumi laghi e paludi; a volte legato alla presenza di rifiuti e discariche incontrollate. Anche lungo le coste basse. E presente in Europa, limite nord in URSS (65 N); a sud fino al Mediterraneo. Manca nell'area atlantica nord occidentale, in Islanda e quasi completamente in Scandinavia. In Italia, più frequente vicino ai grandi laghi prealpini e nel Centro-sud. Manca in Liguria, Sardegna, Salento ed alle quote più elevate delle Alpi e degli Appennini. Le popolazioni europee svernano in Africa a sud del Sahara, lungo la valle del Nilo ed in Medio Oriente. Gli spostamenti verso sud iniziano a fine luglio e terminano ai primi di ottobre; verso nord, vanno da febbraio a maggio. Alimentazione: Cibo animale di qualsiasi genere. Soprattutto pesci ed Anfibi; secondariamente, piccoli Mammiferi, Rettili, Uccelli e vertebrati di ogni sorta. Spesso carogne e rifiuti costituiscono la principale fonte di alimento. Comportamento generali: Spazzino. Frequenta regolarmente gli immondezzai ed i cigli delle strade ricercando gli animali investiti. Attratto che dagli incendi che lo facilitano nella cattura degli Insetti. Maestro del volo a vela, sfrutta anche le più deboli correnti ascensionali, passando molto tempo in volo esplorativo Riproduzione: Estivo. Nidifica su alberi. Depone fra aprile e maggio. Covata di 2-3 uova (l-5), deposte ogni 24 ore. Incubazione 2 giorni per uovo; di solito ad opera della femmina. Periodo volo sui 40 giorni. Giovani indipendenti a 80-90 giorni. Prime nidificazioni probabilmente a 3 anni.
FATTORI DI MINACCIA.
Popolazione: In complessivo decremento, soprattutto nel Sud-Europa. Localmente ancora numeroso, con occasionali riprese spesso legate all'elevata disponibilità di pesce morto. In Italia si stima una popolazione di 100-300 coppie.

AREE SIC: Foce Neto; Monte Fuscaldo.

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NEOPHRON PERCNOPTERUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitridae
NOME ITALIANO: Capovaccaio
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Il più piccolo degli avvoltoi europei, con piumaggio bianco e remiganti nere e sessi identici detto anche Avvoltoio degli Egizi, per la frequenza della sua presenza sui geroglifici egiziani. Proprio il disegno bianco e nero delle ali, che risalta nel sole meridionale, e la caratteristica coda cuneiforme lo rendono inconfondibile in volo. I giovani lasciano i nidi con un piumaggio interamente marrone, che negli anni successivi con le mute diventa a poco a poco sempre più bianco, fino a diventare come quello degli adulti con la maturità sessuale a 4-5 anni di età. Il Capovaccaio compie lunghe migrazioni: giunge infatti in Italia dalle sue zone di svernamento a sud del Sahara in marzo e aprile, per compiere il percorso inverso al termine del periodo riproduttivo, tra agosto e ottobre. Di solito gli adulti precedono i giovani dell’anno.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Uccello tipico dei pascoli e delle campagne di pianura e di collina del Mezzogiorno d’Italia fino alla prima metà del ‘900, ovunque ci fosse pascolo brado o semibrado o abbondanza di animali selvatici, anche in vicinanza dell’uomo, come tutt’ora accade nei paesi in cui è abbondante dove svolge un importante ruolo di spazzino. Come tutti gli avvoltoi si ciba prevalentemente di carogne, ma anche di placente, per cui è legato alla presenza di bestiame domestico, di rifiuti organici e di frutta e verdura marcia. Occasionalmente si nutre anche di insetti e uova, che è in grado di rompere usando le pietre come strumenti. I nidi di Capovaccaio, rozzi ammassi di rami e stecchi, sono ormai posti su davanzali o in cavità imprendibili su grandi falesie rocciose, anche se in passato si potevano incontrare anche sugli alberi e sui grandi edifici abbandonati, come le torri di guardia costruite nel Medio Evo contro le incursioni dei Saraceni. Le coppie si formano nelle zone di svernamento, poste a sud del Sahara, e utilizzano di solito sempre lo stesso nido: la femmina vi depone 2 uova, bianche e ovali, ma sono entrambi gli adulti a covarle per 42 giorni: il pulcino trascorre nel nido 70-90 giorni dopo i quali si invola con il tipico piumaggio marrone. Le coppie si formano nelle zone di svernamento, poste a sud del Sahara, e utilizzano di solito sempre lo stesso nido: la femmina vi depone 2 uova, bianche e ovali, ma sono entrambi gli adulti a covarle per 42 giorni: il pulcino trascorre nel nido 70-90 giorni dopo i quali si invola con il tipico piumaggio marrone.
FATTORI DI MINACCIA.
Anche se ancora ampiamente distribuito in Medio Oriente, in Africa e nel sud della penisola arabica, questo piccolo avvoltoio è ormai molto raro in Italia come nidificante, con appena 8/15 coppie tutte localizzate in Calabria, Basilicata, Puglia (non più regolarmente) e in Sicilia, dove però rimangono appena 3 coppie delle 20 presenti nel 1989. E’ stato decimato dal bracconaggio, dai furti di uova e pulcini dai nidi, e soprattutto dalla scomparsa del pascolo brado in terreni incolti, a cui è strettamente legato.


AREE SIC: Monte Fuscaldo; Timpa di Cassiano – Belvedere; Murge di Strongoli.

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ANTHUS CAMPESTRIS LINNAEUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Passeriformes
FAMIGLIA: Motacillidae
NOME ITALIANO: Calandro
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Il calandro è lungo circa 18 cm ed ha un corpo slanciato, la livrea è di color sabbia con macchie brune, mentre sul ventre è di colore più chiaro. Le sopracciglia sono di color crema e molto evidenti. Nelle movenze il calandro ricorda le allodole, infatti corre tenendo il corpo in direzione quasi orizzontale e solleva e abbassa ritmicamente la coda e di tratto in tratto si sofferma su di una zolla o una pietra più alta per osservare quanto accade intorno. Durante il volo allarga le ali e le raccoglie all'improvviso, acquistando perciò una velocità notevole. In aria descrive una linea serpeggiante per poi scendere all'improvviso a terra con una traiettoria verticale. E' un uccello timido e cauto, il suo canto, molto semplice, ricorda quello dell'allodola campestre. E' diffuso nell'Europa centro-meridionale, nell'Asia centrale e meridionale e nell'Africa settentrionale. In ottobre emigra al sud per svernare in gran parte dell'Africa equatoriale e tropicale, nell'Arabia meridionale e in India, ritorna al nord l'aprile successivo. In Italia, diffuso ovunque, è di passo ed estivo
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E' solito frequentare le zone sabbiose e cespugliose, ed in generale le aree squallide ed incolte. Non lo si trova nelle aree fertili e coltivate. Nidifica nelle depressioni del suolo e nei boschi cedui costruendo nidi molto ampi e composti esternamente da muschio, radici e foglie secche, ed internamente da erba secca e radici. La covata, di cui si occupa esclusivamente la femmina, consiste di 4 o 6 uova di colore bianco sporco e striate di bruno-rossiccio. La sua alimentazione comprende semi e piccoli insetti di ogni sorta.

AREE SIC: Monte Fuscaldo; Macchia della Bura.

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CIRCAETUS GALLICUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitride
NOME ITALIANO: Biancone
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Descrizione: Monotipico. Maschio e femmina simili. Lunghezza 62-67 cm (coda 25-30 cm); apertura alare 185-195 cm. Peso medio 1400-2300 gr. Femmina leggermente più grande del maschio. Parti superiori grigio marrone, con codione generalmente più chiaro. Parti inferiori chiare, con barratura poco evidente. Remiganti, superiormente nere, inferiormente bianche con punta scura. Testa e nuca nocciola; collo e petto scuri, raramente chiari. Tre barre nere sulla pagina inferiore della coda. Muta tra aprile e settembre. Spesso in "spirito santo", con battiti poco profondi e zampe penzolanti. In volo attivo, battiti profondi, elastici e potenti, che lo fanno apparire molto grande. L'arrivo al nido è preannunciato da richiami flautati e melodiosi. Caccia planando lentamente a quote anche piuttosto alte, esplorando attentamente il terreno con la testa rivolta verso il basso e con frequenti soste in "spirito santo". Picchiata di retta o a tappe, se la preda scompare alla vista. La caccia all'agguato viene praticata raramente e soprattutto in condizioni meteorologiche sfavorevoli.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ presente In Europa, nella regione mediterranea, atlantica e sarmatica. Limite nord in Russia (60 N). Manca nelle grandi isole del Mediterraneo ed in Gran Bretagna. In Italia, Prealpi centro-orientali, Alpi piemontesi, occidentali e Marittime; Appennino, in particolare, Maremma tosco-laziale, Molise, Gargano, Cilento, Basilicata e Calabria. Migratore transahariano, le popolazioni europee svernano in Africa, lungo una fascia che va dal Senegal all'Etiopia. Gli spostamenti autunnali iniziano a fine agosto e terminano in ottobre; quelli primaverili, vanno da marzo a maggio. Sensibilmente diminuito dal secolo scorso nelle parti più settentrionali dell'areale, per cause poco note. Ancora discretamente rappresentato in Francia, Spagna e Baleari meridionali. In Italia viene stimata un popolazione riproduttiva di circa 400 coppie. Habitat: Pascoli, praterie incolti con vegetazione rada di tipo steppico. Boschi sparsi lungo pendii scoscesi. Generalmente a quote basse o non troppo elevate (sotto i 1200 m). Alimentazione: Assai specializzato. Oltre il 90% Rettili, con predominanza di ofidi. Secondariamente lucertole. Saltuariamente si nutre di Anfibi, Uccelli di piccole dimensioni, piccoli roditori.

AREE SIC: Monte Fuscaldo.

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CORIACIAS GARRULUS LINNAEUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Coraciiformes
FAMIGLIA: Coraciidae
NOME ITALIANO: Ghiandaia marina
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
La ghiandaia marina europea, Coracias garrulus, è un uccello migratore classificato nella stessa famiglia del martin pescatore. Ogni anno, nel mese di settembre, parte dalle regioni dell'Europa e dell'Asia occidentale in cui vive per intraprendere un lungo viaggio alla volta del Kenya, della Tanzania o della Namibia, dove trascorre l'inverno, percorrendo distanze dell'ordine dei 10.000 km. E' un uccello di media taglia, con piumaggio molto particolare per i suoi colori, ha delle splendide tonalità azzurro-verdi e dorso castano. Si nutre prevalentemente di insetti, che si procura facendo la posta da posatoi elevati. La si può osservare nei suoi voli spettacolari soprattutto al crepuscolo nelle caldi notti estive.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ diffusa in Europa meridionale e orientale, migra d'inverno verso l'Africa. Vive in foreste, campagne rade, nei boschi e nelle campagne cibandosi di fichi, lucertole, rane ed insetti. La Ghiandaia marina (Coracias garrulus) frequenta anch’essa la campagna aperta con pochi alberi e i boschi. Caccia insetti ed altri piccoli animali.

AREE SIC: Monte Fuscaldo.

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FALCO PEREGRINUS TUNSTALL

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Falconiformes
FAMIGLIA: Falconidae
NOME ITALIANO: Pellegrino
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Descrizione: Politipico. Sessi simili. Lunghezza 36-48 cm (coda 10-13 cm); apertura alare 95-110 cm. Peso medio 400-1000 g. Femmina fino al 15% più grande del maschio. Parti superiori grigio ardesia scuro. Parti inferiori bianco rosate, con barratura nera sul petto, più o meno accentuata. Remiganti nero lavagna superiormente, grigie con barratura chiara inferiormente. Testa nera. Mustacchi larghi e neri. Gola e lati del collo bianchi. Giovane, superiormente ardesia marrone, inferiormente crema, con gocciolatura scura e fitta. Testa e mustacchi bruno scuri. Muta da agosto a dicembre. Volo potente e veloce, con battiti non molto profondi. In volteggio e scivolata le ali sono piatte o leggermente abbassate. Piuttosto chiassoso, emette richiami acuti, schiocchi e pigolii prolungati. E’ Presente In Europa, dal Mediterraneo alla Lapponia. Manca in Islanda. In Italia manca nelle pianure . Migratrici le popolazioni nordiche ed orientali, sverna nell'area atlantico-mediterranea ed in centroeuropa. La migrazione autunnale avviene in settembre-ottobre; quella primaverile, in marzo aprile.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Habitat: Ambienti aperti con emergenze rocciose. Anche falesie. Fino ai 1500 m. nel Centroeuropa; oltre i 300 m. nel Caucaso. Alimentazione: Quasi esclusivamente Uccelli, dalle dimensioni di un passero a quelle di un colombaccio. Occasionalmente piccoli Mammiferi terrestri, pipistrelli, Insetti. Comportamento generale: Caccia di norma in volo esplorativo, attaccando e ghermendo le prede in aria. Sfrutta picchiate in aria rapidissime. Eccezionalmente può bloccarsi in "spirito santo". Trascorre molto tempo su posatoi preferenziali, generalmente rocce. Riproduzione: Sedentario. Nidifica su rocce. Depone tra la fine di febbraio ed i primi di aprile. Covata di 3-4 uova (2-6). Intervallo di deposizione di 2-3 giorni. Incubazione di 29-32 giorni; da entrambi i sessi. Periodo d'involo di 35-42 giorni. Giovani indipendenti a 80 o più giorni. Età della prima nidificazione 2/3 anni (a volte anche in piumaggio juvenilis, nel primo anno). Produttività circa 1,5.
FATTORI DI MINACCIA.
Tranne rari esempi locali, marcato decremento in tutto il Paleartico occidentale dalla seconda metà del secolo, per persecuzione e avvelenamento. Attualmente in recupero, dopo la riduzione od il divieto dell'uso dei pesticidi organoclorurati e dove effettivamente protetto. In Italia viene stimata un popolazione nidifícante di circa 500 coppie (molto cospicua nell'ambito dei paesi CEE).

AREE SIC: Monte Fuscaldo.

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MILVUS MILVUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitridae
NOME ITALIANO: Nibbio reale
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
lunghezza 600-660 mm
ala 490-503
apertura alare 1750-1950
tarso 52-53
becco 27
coda 327-343
peso 940-1200 gr
Sessi simili nel piumaggio femmina più grande del maschio piumaggio giovane differente rispetto quello dell'adulto. A vederlo volare con la velocità che gli è caratteristica, viene da pensare che il nibbio sia uno dei rapaci più coraggiosi e battaglieri. Tutto conduce ad una simile opinione: il becco adunco e robusto, lunghi artigli, la forma snella del corpo, le ali lunghe e strette da gran volatore. E invece il nibbio è un uccello che per la debolezza del corpo diventa codardo, e preferisce rubare le prede ai suoi simili piuttosto che andare a caccia di animali vivi, catturandoli con la sorpresa o col combattimento aperto. Per questo motivo i nibbi volano quasi sempre in gruppo, e solo quando sono certi del successo grazie alla superiorità numerica si decidono ad attaccare altri rapaci, e specialmente i falchi, per costringerli ad abbandonare le prede appena catturate. Altrimenti si accontentano di cibar si di animali morti, o piombano addirittura nei cortili delle fattorie per impadronirsi dei giovani polli indifesi. Si tratta insomma di uccelli pigri e vili, veri ladri dell'aria, capaci solo di devastare e di recar danno ai loro simili.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Abita l’Europa centrale, meridionale e l’Africa settentrionale. In Italia è frequente durante i passi a marzo e ottobre. Nidifica su piante molto alte; nel nido, solidissimo, la femmina depone 2-3 uova di colore bianco maculate di rossiccio. Si ciba di uccelli, nidiacei, pulcini, rettili, topi e carogne. Grande volatore, raggiunge rapidamente grandi altezze

AREE SIC: Monte Fuscaldo.

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PERNIS APIVORUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Accipitriformes
FAMIGLIA: Accipitridae
NOME ITALIANO: Falco pecchiaiolo
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Descrizione: Monotipico. Maschio e femmina generalmente distinguibili. Lunghezza 52-60 cm (coda 21-26); apertura alare 135-150 cm. Peso medio 600-900 gr. Femmina fino al 5% più grande del maschio. Superiormente bruno scuro, a volte con macchiettatura chiara, specie sulle scapolari e sul codione. Inferiormente biancastro con barratura scura più o meno accentuata. Tre barre nere sulla pagina inferiore della coda. Il giovane ha spesso la testa chiara e quattro barre scure meno definite sulla parte inferiore della coda. Grande variabilità individuale, indipendente dall'età e dal sesso. Muta tra giugno e ottobre. In volteggio, ali piatte e perpendicolari al corpo, con mano spinta in avanti. Nel volo attivo, battiti profondi. Non fa lo "spirito santo". Il richiamo più frequente è una specie di miagolio, emesso soprattutto in volo. E’ presente in Europa, limite nord in Scandinavia (63 N); limite sud in Spagna settentrionale, Italia e Grecia settentrionale. Quasi completamente assente dalla Gran Bretagna; manca in Irlanda ed Islanda. Migratore transahariano, le popolazioni europee svernano in Africa fino al Natale. La migrazione autunnale va da agosto ad ottobre; quella primaverile, da aprile a metà giugno.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Habitat: Ambienti boscosi d'ogni tipo intercalati da spazi aperti sia in pianura che in montagna. Alimentazione: Principalmente larve ed adulti di Imenotteri, soprattutto vespe e bombi. Si ciba anche del miele contenuto nei favi e altri invertebrati come ortotteri, coleotteri, formiche, bruchi, ecc. Occasionalmente preda piccoli vertebrati come Anfibi, Rettili, roditori. Nella dieta figurano anche frutti e bacche. Comportamento generale: Durante la caccia esplora il terreno e manovra con grande agilità a quote medio-basse, sia in ambienti aperti che boscosi. Può ricercare gli Insetti anche sul terreno, dove si muove con destrezza. Piuttosto confidente. A volte ricerca le prede da posatoi poco elevati. Riproduzione: Specie estiva. Nidifica su alberi. Depone da metà maggio a fine giugno. Covata di 2 uova (l-3). Intervallo di deposizione 3-5 giorni. Incubazione 30-35 giorni per uovo, svolta da entrambi i sessi. Periodo d'involo 40-44 giorni. Giovani indipendenti a 75/100 giorni. Età della prima nidificazione 2-3 anni. Produttività 1-1,5.
FATTORI DI MINACCIA.
Popolazione: Quadro carente ed approssimativo. Si ritiene la specie stabile nella maggior parte dei paesi europei. Effettivi ancora abbastanza numerosi negli stati baltici e nell'area centro orientale. In Italia viene stimata una popolazione riproduttiva di meno di 2000 coppie.

AREE SIC: Monte Fuscaldo.

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FALCO BIARMICUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Falconiformes
FAMIGLIA: Falconidae
NOME ITALIANO: Falco Lanario
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
La specie nominale é il Falco biarmicus biarmicus, Temminck 1825. La sottospecie italiana, il Falco lanario appenninico, é definita come Falco biarmicus feldeggii, Schlegel 1843. Altre sottospecie sono il Falco biarmicus biarmicus, Temminck 1825; Falco biarmicus abyssinicus, Neumann 1904; Falco biarmicus tanypterus, Schlegel 1844; Falco biarmicus erlangeri, Kleinschmidt 1901. E' animale di "densità" minore del pellegrino e di minor velocità, irruenza ed aggressività. Queste caratteristiche sono ad ogni modo compensate dalla maggior furbizia ed efficienza. Le tecniche d'addestramento sono quelle utilizzate per i pellegrini e per i sacri. Viene bene al pugno ed al logoro, é molto manovriero (difficilmente un piccione riesce a scartarlo) e capace di veleggiare e di sopportare bene il digiuno. Analogamente al sacro può essere utilizzato anche per la caccia a terra, poiché é in grado di fermarsi rapidamente durante il volo.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Il Lanario é attualmente specie rara e minacciata, contando nel territorio europeo all'incirca 250 coppie (Tucker, 1994). Anche per questo motivo, un allevamento di tale specie in cattività si prefigura come valido mezzo per la sua tutela in futuro, purché ne venga manenuta tutta la sua tipicità e l'eterozigosi. In futuro, tali soggetti, potrebbero essere utilizzati analogamente a quanto accaduto con il Gipeto, le cui reintroduzioni hanno avuto notevole successo.
FATTORI DI MINACCIA.
Ancora oggi si parla della falconeria come potenziale causa di declino dei lanari. Attualmente le leggi sulla detenzione di un rapace sono estremamente rigide e prevedo sanzioni penali molto ingenti. Riteniamo quindi improbabile che, ad oggi, essendo il prezzo di un lanario d'allevamento davvero contenuto, possano verificarsi di queste azioni. In ogni caso la nostra Associazione si schiera nettamente a condannare eventuali comportamenti di questo tipo, deontologicamente molto scorretti e irrispettosi del rispetto ambientale. Forse le ragioni, invece che sempre e solo su un unico capro espiatorio, andrebbero individuate anche in altre potenziali cause di diminuzione, che vanno dalla diminuzione dell'ambiente idoneo alla nidificazione, al disturbo arrecato da scalatori e alpinisti, dalla mancata e adeguata protezione dei siti di nidificazione alla sottrazione di uova da parte di collezionisti senza scrupoli. Altro fattore che potrebbe costituire una difficoltà ulteriore con il lanario, é la competizione con il Falco pellegrino, che condivide con esso siti di nidificazione e territori di caccia.

AREE SIC: Timpa di Cassiano – Belvedere; Murge di Strangoli.

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DRYOCOPUS MARTIUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Piciformes
FAMIGLIA: Picidae
NOME ITALIANO: Picchio Nero
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
E’ il più grande picchio europeo, delle dimensioni di un corvo, facilmente riconoscibile perché completamente nero con il vertice rosso, è grosso come una cornacchia ed è lungo quasi 50 cm ed ha una apertura alare che può raggiungere i 68 cm di ampiezza. E' di un colore nero uniforme, eccetto una zona rossa che nel maschio occupa tutta la sommità del capo. Il picchio nero è allegro, timido, agile e robusto, balza sempre e percorre in brevissimo tempo tutto il suo dominio. Nel volo è più lento degli altri picchi, ma può percorrere in una volta sola oltre due chilometri. Sul terreno si trova a disagio e si limita a saltellare stentatamente, comunque resta il migliore arrampicatore tra tutti i picchi europei, ed eccelle nell'arte di martellare con il becco la corteccia degli alberi.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Frequenta soprattutto i boschi maturi di conifere, dove trova vecchi alberi marcescenti ricchi di insetti e formiche, che cattura utilizzando la lunga lingua appiccicosa. Il suo nido è scavato in vecchi alberi, distinguibile da quello degli altri picchi, in quanto il foro di entrata è di notevole dimensioni e talvolta ad altezze elevate. Quando abbandonato, viene spesso occupato dalla civetta nana e dalla civetta capogrosso.
Vive in gran parte dell' Europa e dell'Asia centro-settentrionale, nelle foreste montane e nordiche. Frequente nei boschi dell'Europa centrale, è più raro nelle regioni meridionali. In Italia è raro ed abita, stazionario ed erratico, le Alpi ed alcune zone degli Appennini meridionali. Si spinge sino ad un'altitudine di quasi duemila metri e preferisce trattenersi nei boschi di conifere, ma non manca in quelli a foglie caduche, formati soprattutto da faggi e betulle. Il nido viene scavato, ai primi di aprile, in genere su vecchi alberi imputriditi, talora a grande altezza dal suolo, ed alla sua realizzazione sono impegnati in eguale misura sia il maschio sia la femmina (su di un faggio possono impiegare anche 25 giorni). Verso la fine di aprile la femmina depone da 3 a 5 uova molto lisce e di color bianco lucido. I piccoli vengono allevati da entrambi i genitori e restano nel nido finchè sanno volare. Il picchio nero è ghiotto di larve di formiche, di vespe e di insetti xilofagi, quali i coleotteri, che scova frugando tra le cortecce degli alberi. Per catturare le formiche si serve della lingua protrattile e glutinosa.
FATTORI DI MINACCIA.
Proprio a causa della sua predilezione per i boschi di alto fusto la sua esistenza è messa in pericolo dal taglio indiscriminato di queste antiche foreste.

AREE SIC: Monte Gariglione; Parco Nazionale della Calabria.

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CALANDRELLA BRACHYDACTYLA

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Aves
ORDINE: Passeriformes
FAMIGLIA: Alaudidae
NOME ITALIANO: Calandrella
 

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Le parti inferiori del corpo sono chiare, quasi bianche, solitamente prive di striature tranne che ai lati del collo, dove possono esserci alcune bande o dei nitidi segni scuri. Ha un sopracciglio chiaro che separa nettamente la cresta dal resto della testa. E' simile all'allodola, dalla quale si distingue per la coda più corta, il corpo più tozzo, il collo più grosso, e un becco più conico. I due uccelli si distinguono in volo perché nella calandrella è assente il bordo bianco dell'ala
Taglia - 14 - 15 centimetri
Apertura Alare - 27 - 32 centimetri
Peso Maschio - 18 - 25 grammi
Peso femmina - 18 - 25 grammi
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Si trova negli spazi aperti, specialmente nelle piane alluvionali, nidifica nell'Europa meridionale, Africa nord occidentale, nelle aree temperate dell'Asia, si nutre di semi e insetti, questi ultimi soprattutto nel periodo riproduttivo. Quasi tutte le popolazioni, tranne quelle che risiedono più a sud, sono migratorie, svernano a sud nelle zone più meridionali del Sahara e dell'India. E' una specie di passaggio nell'Europa occidentale e settentrionale in primavera e in autunno. Nidifica al suolo, deponendo 2 o 3 uova. La Calandrella ha una distribuzione tipicamente circunmediterranea, estendendosi poi verso Est dal mar Nero fino all’Asia centrale. E’ specie generalmente estiva, con solo pochi individui che si soffermano a svernare alle nostre latitudini, perlopiù in Grecia ed in Africa settentrionale. Frequenta invariabilmente ambienti xerici di pianura o di modesta altitudine, con vegetazione erbacea molto bassa e ampia presenza di terreno nudo, spesso in prossimità dell’acqua (bordi di laghi, rive di fiumi e anche dune costiere), ma può nidificare persino in aree più o meno intensamente coltivate. In Italia è ben distribuita al centro ed al sud, isole comprese; più scarsa e localizzata al nord.

AREE SIC: Macchia della Bura.

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