Mammiferi

ARVICOLA TERRESTRIS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Rodentia
FAMIGLIA: Arvicolidae
NOME ITALIANO: arvicola d'acqua

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Taglia - 13 - 16 centimetri. Coda: 8 - 14 centimetri
Peso Maschio - 240 - 380 grammi
Peso femmina - 225 - 300 grammi
Muso tondo con occhi piccoli e orecchie piccole e pelose, la coda lunga e senza peli. Pelliccia castana - marrone, più chiara sul ventre. Si tuffa e nuota con grande facilità. La sua tana è un complesso sistema di gallerie, lungo anche 40 metri, con diverse camere situate a diversi livelli sulle sponde degli specchi d'acqua: di solito vi è anche una uscita sott'acqua in modo da assicurare all'arvicola una via di fuga in caso di pericolo. Le cavità sono usate come nidi o depositi di cibo e talvolta l'arvicola può occupare le tane delle talpe. Sono maggiormente attive di giorno, vivono in colonie e sono territoriali. D'inverno, quando la quantità di cibo a loro disposizione diminuisce, sono meno attive e trascorrono la maggior parte del tempo sottoterra. E' una specie monogama e sia il maschio che la femmina sono territoriali.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Europa (tranne Francia occidentale e meridionale, penisola Iberica e Grecia), Asia. Vive associato agli ambienti acquatici, anche in stagni e paludi, dove fanno il nido nei canneti, in valli salmastre, in pianura e nei fondovalle
Si nutre principalmente dell'erba che cresce lungo le sponde degli specchi d'acqua, ma anche di Gasteropodi e girini. Ha solitamente tre o quattro cucciolate durante il periodo riproduttivo che va da aprile a settembre. Durante le primavere miti la prima nidiata può nascere in marzo - aprile, mentre il tempo avverso può ritardare la nascita fino a maggio o addirittura giugno. Ogni cucciolata è composta da circa 5 piccoli, che dopo 22 giorni di gestazione nascono sottoterra nel nido costruito con erbe e giunchi all'interno delle gallerie. Nascono ciechi e nudi, ma crescono velocemente e vengono svezzati all'età di 14 giorni. In media le arvicole vivono cinque mesi, anche se alcuni individui in natura possono vivere fino a 3 anni.

AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.

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MYOTIS NATTEREI

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Chiroptera
FAMIGLIA: Vespertilionidae
NOME ITALIANO: Vespertillo di Natterer

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Taglia media. Colorazione dorsale grigio-marrone chiaro, nettamente contrastante con quella ventrale, biancastra. Trago auricolare chiaro, particolarmente lungo (oltre la meta' del padiglione auricolare) e appuntito. Ali di forma allargata, adatte al volo manovrato. Margine della membrana caudale munito di peli rigidi e ricurvi. Lunghezza testa-corpo (37) 45-52 (55) mm; avambraccio 35-43 (46) mm; apertura alare 220-300 mm; peso 5-12 g. Rara in vaste aree d'Europa e in particolare nella parte meridionale del continente. Dati derivanti dal monitoraggio di colonie dell'Europa centrale e orientale evidenziano trend demografici negativi.
Le colonie riproduttive annoverano di solito 20-80 adulti, ma sono segnalate anche colonie di 100-200 esemplari.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Entita' euroasiatico-maghrebina. Presente in tutta Europa, con limite Nord intorno ai 60° di latitudine. Le informazioni disponibili sono insufficienti a caratterizzarne con precisione la distribuzione attuale in Italia; l'ubicazione dispersa delle segnalazioni fa tuttavia ipotizzare che la specie possa essere presente in tutte le regioni, eventualmente con l'eccezione della Sardegna. E' segnalata dal livello del mare fino a circa 2000 m. Considerata specie forestale sia in relazione alle abitudini alimentari (caccia all'interno e presso i margini forestali, spesso in contesti forestali associati a zone umide), sia nella scelta dei siti di rifugio. Questi ultimi sono generalmente di tipo interstiziale: durante la stagione attiva cavita' arboree, edifici, ponti e cassette-nido; in ibernazione ambienti ipogei molto umidi e piuttosto freddi (ubicazione presso le aperture) e cavita' arboree. Le colonie riproduttive utilizzano piu' siti di rifugio, spostandosi frequentemente da uno all'altro. E' considerata specie sedentaria; lo spostamento piu' lungo documentato e' di 185 km. Alimentazione basata principalmente su prede catturate sulla vegetazione o su altri substrati, anche al suolo: Ditteri (soprattutto diurni, raccolti mentre sono in fase di riposo), Opilionidi, ragni, bruchi di Lepidotteri. Solo una parte secondaria delle prede (Neurotteri, Ditteri notturni) verrebbe catturata in volo. Molte delle specie predate sono tipicamente forestali. Accoppiamenti autunnali o, forse, dall'autunno alla primavera. Costituzione delle colonie riproduttive a partire da aprile. Nascite in giugno-luglio. Un parto all'anno, di un solo piccolo. Massima longevita' accertata: 20 anni.
FATTORI DI MINACCIA.
Alterazioni degli ambienti di foraggiamento e perdita di siti di rifugio (in particolare perdita di naturalita' negli ambienti forestali). In Nord-Europa alcune colonie riproduttive della specie sono state distrutte a causa dei trattamenti insetticidi e antifungini delle strutture in legno degli edifici.

AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.

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PIPISTRELLUS SAVII

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Chiroptera
FAMIGLIA: Vespertilionidae
NOME ITALIANO: Pipistrello di Savi

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Piccola taglia. Sul mantello del dorso, generalmente bruno scuro, spiccano le punte dei peli di colore giallastro; l'addome si presenta grigio chiaro, con sfumature giallastre; muso, orecchie e membrane alari sono brune. La coda sporge dal margine della membrana caudale di 3-5 mm. Il trago denota misure equivalenti di altezza e larghezza. Lunghezza testa-corpo (40) 43-52 mm; avambraccio 30-37 (38) mm; apertura alare 220-250 mm; peso 5-10 g. La specie e' stata a lungo considerata come appartenente al genere Pipistrellus, ma recenti studi hanno dimostrato che essa e' ben differenziata da tale gruppo sistematico.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Specie Centroasiatico-Mediterranea, diffusa nell’Europa meridionale (limite Nord intorno ai 47° di latitudine), in Asia centrale e a Est, fino all’India nord-orientale e al Giappone settentrionale. In Italia risulta rilevata in quasi tutte le regioni. E’ segnalata presso tipologie ambientali varie, dal livello del mare a oltre 2000 metri di quota; in montagna predilige le vallate piu' calde. A comportamento rupicolo, frequenta gli interstizi delle pareti rocciose e, piu' raramente, delle cavita' ipogee; risulta segnalata anche nei cavi degli alberi e sotto le cortecce sollevate. Negli edifici ritrova condizioni analoghe negli interstizi: fessure dei muri, spazi dietro le imposte, piccoli volumi fra le tegole e il rivestimento dei tetti e fra i muri e gli oggetti appesi. Considerata specie sedentaria o migratrice occasionale, per essa e' stato documentato uno spostamento massimo di 250 Km. Puo' cacciare sia a bassa altezza (sull’acqua, presso le chiome degli alberi, attorno ai lampioni), sia a parecchie decine di metri dal suolo. Vengono predati insetti di piccola taglia, in particolare Ditteri, Lepidotteri, Imenotteri, Neurotteri ed Emitteri. Gli accoppiamenti hanno luogo in agosto-settembre. I parti si collocano in giugno-luglio e sono di solito gemellari (piu' raramente viene partorito un unico piccolo). Le femmine diventano mature sessualmente a un anno di vita.
FATTORI DI MINACCIA.
Fino a epoca recente la specie e' stata considerata piu' rara e minacciata di quanto sia in realta' a causa di problemi di rilevamento. In Italia la specie e' considerata frequente, tuttavia non si dispone di dati demografici precisi. Le colonie riproduttive sono composte da 5-70 femmine. In relazione alla frequentazione di spazi interstiziali negli edifici, la specie e' sottoposta ai fattori d'interferenza che possono agire su tali rifugi (occlusione accessi, trattamento delle strutture con prodotti tossici ecc.).


AREE SIC:
Parco Nazionale della Calabria.

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PLECOTUS AURITUS

PHYLUM: Chordata
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Chiroptera
FAMIGLIA: Vespertilionidae
NOME ITALIANO: Orecchione comune

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
E’ una specie rara in Italia, dove non sono segnalate colonie riproduttive. Ha il pelo bruno sul dorso e più chiaro su ventre e fianchi. Le orecchie sono enormi e quasi trasparenti. Non presenta escrescenze nasali. Si rifugia in cavità di vecchi alberi.
Lunghezza: 42 - 53 mm.
Apertura alare: 240 - 285 mm.
Peso 6,5 - 12 g.
Il plecotus auritus è un pipistrello dalle orecchie molto grandi, gli servono per individuare le sue prede: falene, mosche, moschini, zanzare ecc..
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
Si nutre di insetti e ragni sia in volo che posati. Il volo è lento e con cambi di direzione continui, tra i 2 e 7 m. di quota. Si muove bene in aree aperte ma "sfarfalleggia" con abilità tra gli alberi e in spazi ristretti, anche facendo lo "spirito santo". Gli accoppiamenti avvengono a fine estate ed in autunno. I parti si verificano a metà giugno; i piccoli alla nascita pesano 1,5 - 1,8 g. e compiono il primo volo dopo un mese. E’ una specie a basso rischio. In inverno si iberna in grotte, miniere, ecc.

AREE SIC: Parco Nazionale della Calabria.

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MUSCARDINUS AVELLANARIUS

PHYLUM: CHORDATA
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Rodentia
FAMIGLIA: Myoxidae
NOME ITALIANO: Moscardino

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
E’ il più piccolo appartenente della famiglia ed uno dei più piccoli mammiferi italiani. Ha lunghezza testa – corpo di 60-90 mm e coda di 55-77 mm e peso di 15-40 grammi. Ha occhi neri sporgenti, orecchie piccole e colore del manto rosso arancio sul dorso e bianco crema sul ventre. Ha dita munite di cuscinetti plantari e coda parzialmente prensile, adattamenti che gli consentono di aderire su ogni tipo di substrato.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ specie tipica di ambienti forestali (di latifoglie, misti o di conifere) caratterizzati dalla presenza di uno stato arbustivo denso e vario e delle zone ecotonali ai margini dei boschi e diffusa dal livello del mare fino a circa 1500 m. Le densità della specie, salvo rare eccezioni, non superano i 5-8 esemplari adulti per ettaro e dove gli habitat sono frammentati le popolazioni possono essere anche molto piccole. In natura si riproduce una volta l’anno da maggio a settembre. La gestazione dura 22-24 giorni. Le nidiate sono composte da 2-7 piccoli (mediamente 4) ciechi fino ai 15-16 giorni che vengono svezzati fino alle 6-8 settimane di vita e restano con la madre fino a circa 10 settimane. La maturità sessuale è raggiunta a un anno di vita. La massima longevità registrata in natura per la specie è 4 anni. Ha alimentazione prevalentemente vegetariana basata su componenti altamente nutrienti quali fiori e frutti, ma si nutre anche di insetti reperendoli quasi esclusivamente sulla vegetazione arbustiva ed arborea. La specie viene predata da rettili, mammiferi carnivori e occasionalmente da rapaci notturni, corvidi e scoiattoli.
FATTORI DI MINACCIA.
E’ specie minacciata dalla distruzione ed alterazione del bosco in particolare dello strato arbustivo, nonché dalla generale frammentazione dell’habitat che la espone, data la sua scarsa mobilità, a rischio di estinzione locale.

AREE SIC: Monte Fuscaldo; Parco Nazionale della Calabria.

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MYIOTIS CAPACCINI – NUMERO DELLA SPECIE 1316

PHYLUM: CHORDATA
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Chiroptera
FAMIGLIA: Verspetilioniade
NOME ITALIANO: Vespertilio di Capaccini

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
Ha colorazione del mantello marrone giallastra, più pallida e grigia di quella delle altre specie del genere, con lunghezza testa – corpo di 47-53 mm, coda di 35-38 mm, avambraccio di 39-44 mm ed apertura alare che può raggiungere i 260 mm. E’ piuttosto simile al Vespertilio di Daubenton, da cui si differenzia per la taglia di poco più grande e per avere la tibia ricoperta di peli.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ specie che predilige sia aree carsiche boscose o cespugliose, sia aree alluvionali aperte, purché prossime a fiumi o specchi d’acqua, fino a circa 800 m. Tipicamente cavernicola, durante tutto l’anno si rinviene in cavità sotterranee naturali o artificiali e solo occasionalmente in edifici. Si rinviene solitaria o in colonie formate da centinaia o anche migliaia di individui. Scarse sono le informazioni sulla biologia riproduttiva. La femmina, dopo una gravidanza approssimativamente di 50-60 giorni, partorisce un piccolo (eccezionalmente 2) tra la metà di giugno e la metà di luglio. Esso è svezzato a 6-7 settimane ed è capace di involarsi dopo circa un mese. Si alimenta di insetti in volo, spesso vicino ad ambienti acquatici. Si associa spesso a diversi altri chirotteri, sia rinolofidi che vespertilionidi e soprattutto con il Miniottero.
FATTORI DI MINACCIA.
Dato il comportamento gregario ed il legame con l’ambiente cavernicolo, la specie risulta particolarmente minacciata dal disturbo arrecato dall’uomo nei siti ipogei di rifugio, riproduzione e svernamento.

AREE SIC: Fiume Lese.

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CANIS LUPUS – NUMERO DELLA SPECIE 1352

PHYLUM: CHORDATA
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Carnivora
FAMIGLIA: CANIADE
NOME ITALIANO: Lupo

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
E’ specie dalla forma slanciate, e dalle dimensioni medio grandi (lunghezza testa – corpo 110-148 cm, altezza alla spalla 50-70 cm, coda di 30-35 cm), testa massiccia con muso allungato, orecchie relativamente grandi ed erette. Ha colorazione del mantello variabile, dal grigio pallido al marrone grigiastro. Il peso è molto variabile (fino a 70 Kg), ma in Italia in media è compreso tra i 25 e i 35 Kg con maschi più pesanti e massicci.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
La specie frequenta habitat vari, dalla tundra ai deserti, alle foreste di pianura e di montagna. In Italia la specie predilige le aree con densa copertura forestale collinari e montane. E’ specie con abitudini prevalentemente notturne, che vive in branchi composti da un numero variabile di individui (2-7 in Italia) dediti alle attività di caccia, di allevamento prole e di difesa del territorio (in Italia in media esteso 150-250 Km2). Si riproduce tra gennaio e febbraio; all’interno di un branco generalmente si accoppiano il maschio e la femmina dominanti. La gestazione dura circa 63 giorni e le femmine partoriscono da 1 a 5 cuccioli che pesano 400-450 grammi. Lo svezzamento avviene dopo 8 settimane e i giovani rimangono con i genitori almeno un anno. La maturità sessuale è raggiunta intorno al 22° mese. La specie ha alimentazione piuttosto varia che comprende prevalentemente Ungulati selvatici (in prevalenza cinghiale e capriolo, ma anche cervo e muflone) e secondariamente domestici (in particolare ovini) con presenza di piccoli mammiferi, lepre, frutta, con proporzioni molto variabili secondo la disponibilità e la stagione.
FATTORI DI MINACCIA.
In Italia la specie ha subito, negli ultimi 20 anni, un incremento delle popolazioni (dai 100 individui di inizio anni ’70 alla stima dei 400-500 attuali) e di areale. Nonostante tale situazione la specie continua ad essere minacciata a causa dell’alto numero di individui abbattuti illegalmente (all’incirca il 15-20% della popolazione all’anno), dalla frammentazione dell’habitat e dal randagismo canino.


AREE SIC: Monte Gariglione; Monte Femminamorta; Torrente Soleo; Parco Nazionale della Calabria.

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DRYOMYS NITEDULA

PHYLUM: CHORDATA
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Rodentia
FAMIGLIA: MYOXIDAE
NOME ITALIANO: Driomio

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
E’ un roditore di medie dimensioni con lunghezza testa – corpo di 80-130 mm e lunga coda (80-95 mm) e peso corporeo di 80-95 grammi; è molto simile al Quercino da cui se ne distingue per le orecchie più corte, la mascherina nera facciale che si estende dai mustacchi alle base delle orecchie (più estesa nel Quercino) e coda di colore uniforme. Ha colorazione della pelliccia dal grigiastro bruno chiaro al bruno giallastro con sfumatura rossiccia, capo più chiaro e grigiastro sul dorso. Ha parti inferiori del corpo, della coda e piedi biancastri o fulvi pallidi.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ specie tipicamente forestale che colonizza vari ambienti: in Europa orientale boschi di latifoglie, boschi misti, boschi di conifere a Pino silvestre, arbusteti e praterie; in Europa centro meridionale boschi di latifoglie, secondariamente arbusteti e praterie. Sulle Alpi si rinviene prevalentemente nelle formazioni a latifoglie e a conifere, fino ai 2300 m. La specie preferisce in genere formazioni forestali diversificate e con sviluppo degli strati erbaceo ed arbustivo. E’ specie di abitudini notturne e crepuscolari e in inverno (tra ottobre ed aprile) trascorre il letargo in nidi costruiti con materiale vegetale. Si riproduce in aprile maggio ed i parti si verificano da maggio a giugno nel nido estivo. I piccoli sono 3-4 per ogni parto e sono ciechi fino al 21° giorno e vengono allattati per 4 settimane, diventando indipendenti a 2 mesi. La maturità sessuale viene raggiunta dopo il primo inverno. La dieta risulta essenzialmente vegetariana e granivora dopo il letargo, insettivora in estate e basata su frutti e semi in autunno. La specie viene predata da rapaci notturni e mammiferi carnivori.
FATTORI DI MINACCIA.
La specie è minacciata dalla distruzione, alterazione e frammentazione degli ambienti forestali.


AREE SIC: Monte Gariglione; Parco Nazionale della Calabria.

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MARTES MARTES

PHYLUM: CHORDATA
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Carnivora
FAMIGLIA: MUSTELIDAE
NOME ITALIANO: Martora

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
E’ specie dalle forme slanciate, lunghezza testa – corpo 40 – 51 cm, coda relativamente lunga (20-26 cm), muso lungo, orecchie rotonde ed emergenti dalla pelliccia, arti relativamente sviluppati e muniti di unghie robuste, peso di 1-2 Kg. Il colore dominante della pelliccia è bruno, tendente più o meno al nerastro o al giallastro; il muso e il mento sono scuri ed è presente una estesa macchia sulla gola che varia dal giallo pallido all’arancio smorto; tale carattere distingue la specie dalla congenere Faina che ha invece macchia golare bianca. I maschi sono più grandi delle femmine.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ specie tipicamente forestale (foreste di conifere, miste e di latifoglie) diffusa fino a 2000 m, che evita gli spazi aperti se non per brevi spostamenti. E’ specie agile, arrampicatrice che utilizza sia rifugi arborei (nidi di corvidi o di scoiattoli, cavità arboree compresi nidi di picchi) che rifugi al livello del suolo (anfratti delle rocce, grosse radici di alberi). Si accoppia tra giugno ed agosto. Dopo circa 220-240 giorni di gestazione, la femmina, tra i mesi di marzo e maggio, partorisce 1-7 piccoli (in media 3). I piccoli aprono gli occhi il 2° giorno dopo il parto e vengono allattati e svezzati fino a circa 8-10 settimane, diventando completamente indipendenti intorno ai 6 mesi. La longevità registrata in natura è di 11 anni. E’ specie ad ampio spettro alimentare, predando diversi mammiferi, uccelli e loro uova, cibandosi anche di frutti e carogne. Ulteriori componenti della dieta sono anfibi, insetti, molluschi, anellidi e funghi. La specie può competere con la Faina, con la quale in parte condivide habitat e nicchia trofica.
FATTORI DI MINACCIA.
La specie, presente sempre con basse densità sul territorio, è minacciata dalla frammentazione, riduzione ed alterazione degli ambienti forestali, nonché dal prelievo da parte dell’uomo, in particolare in numerosi paesi europei.


AREE SIC: Monte Gariglione; Parco Nazionale della Calabria.

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FELIX SILVESTRIS

PHYLUM: CHORDATA
CLASSE: Mammalia
ORDINE: Carnivora
FAMIGLIA: FELIDAE
NOME ITALIANO: Gatto selvatico

SISTEMATICA ED IDENTIFICAZIONE.
E’ specie con lunghezza testa – corpo 47-68 cm, testa rotonda e muso breve, coda lunga 21- 38 cm, orecchie piuttosto grandi e diritte, pelliccia folta, soffice e di colore grigio bruno. In tutto simile al Gatto domestico, se ne distingue per coda più corta e grossa con anelli scuri, per il disegno della pelliccia a strisce scure e senza macchie. I maschi sono più grandi delle femmine (peso: 3,5-5,5 Kg). In Italia continentale e Sicilia è presente la sottospecie nominale silvestris, mentre in Sardegna la sottospecie lybica.
HABITAT, ECOLOGIA E BIOLOGIA.
E’ specie principalmente legata alle foreste di latifoglie, parzialmente aperte e alternate con aree rocciose o, in Sardegna, alla macchia mediterranea. E’ specie solitaria e attiva soprattutto di notte; di giorno si rifugia in alberi cavi, anfratti delle rocce, caverne, vecchie tane di altri animali. Si accoppia a fine inverno primavera e dopo una gestazione di 63-69 giorni la femmina partorisce 1-8 piccoli (in media 3-4) nel periodo da marzo a ottobre, ma prevalentemente ad aprile. Alla nascita i piccoli pesano 100-160 grammi; essi aprono gli occhi a 7-13 giorni e camminano a 16-20 giorni. Dopo un allattamento di circa un mese, avviene lo svezzamento fino al 5° mese. I maschi raggiungono la maturità sessuale a un anno, le femmine a 9-10 mesi. La massima longevità registrata in natura è di 11 anni. Ha alimentazione strettamente carnivora, basata su piccole prede (micromammiferi, lepri e conigli, uccelli, rettili, insetti).
FATTORI DI MINACCIA.
E’ specie minacciata dalla distruzione e frammentazione dell’habitat, dal bracconaggio e dalla mortalità stradale.


AREE SIC : Monte Gariglione.

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