Flora

PINO LARICIO O SILANO
REGNO: Vegetale
FAMIGLIA: Pinaceae
NOME ITALIANO: Pino Laricio

Chiamato anche Pino silano o Pino di Calabria, ma anche Pino di Corsica, è tra i più maestosi e alti pini selvatici; ha un tronco regolare e slanciato e può raggiungere i 20 metri d’altezza. La chioma è stretta e con rami corti; la corteccia è corazzata di larghe squame, grigio argentate o rossastre. I rami sono arcuati ascendenti. Le foglie sono aghi lunghi e rigidi, ritorti. Tuttavia la Calabria conserva, più di ogni altra regione, ben sette specie di pini, alcuni dei quali conosciuti o addirittura avvolti da un alone di mistero. Il più noto e diffuso è, sicuramente, il pino laricio o silano (Pino laricio calabrica), le cui estese foreste sono il simbolo della montagna calabrese e, soprattutto, della Sila. Vive in Calabria, Corsica e in una piccola area della Sicilia, alle pendici dell’Etna. La popolazione della Calabria – e forse quella dell’Etna – sembra distinguersi da quella della Corsica, tanto che alcuni autori la descrivono come Pinus calabrica. E’ comunque specie molto utilizzata per i rimboschimenti, con notevoli risultati – è stata anche impiantata oltre il suo areale di distribuzione spontanea – e possiede uno dei migliori legni del gruppo dei pini. Cresce in boschi montani, generalmente su rocce silicee e lave, da 800 a 1800 metri d’altitudine, e fiorisce nel periodo di Maggio-luglio.

AREE SIC Parco Nazionale della Calabria;


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EPHEDRA DISTACHYA
REGNO: Vegetale
ORDINE: Gymnospermae
FAMIGLIA: Ephedracee
NOME ITALIANO: Efedra

Il genere Ephedra conta 35 specie in regioni temperate-calde. Sono arbusti con fiori piccoli in amenti e seme più o meno nascosto da brattee carnose o membranose. Delle tre specie italiane la più diffusa è l'Ephedra distachya (o vulgaris). Alcune (soprattutto le varietà esotiche) contengono l'efedrina che ha un effetto eccitante sul sistema nervoso centrale e stimolante su quello simpatico. Viene usata in medicina per la cura dell'asma e di alcune malattie cardiovascolari; in oculistica è inoltre utilizzata per provocare la dilatazione della pupilla. Dalla pianta si ricavano i seguenti prodotti: Ephedrina, erba medicinale. La famiglia delle Ephedraceae comprende il solo genere Ephedra, rappresentato da alcune specie arbustive equisetiformi, tipiche della regione mediterranea e delle regioni aride dell'Asia e dell'America. Il fusto è ramificato alla base ed è interrotto da nodi piuttosto ravvicinati. Le foglie, squamose e opposte, sono assai ridotte e spesso riunite da guaine. Un importante carattere anatomico che conferma l'elevato grado di evoluzione raggiunto dalle Ephedraceae nell'ambito delle Gymnospermae è rappresentato dal legno di tipo eteroxilo, costituito cioè da trachee e tracheidi; mancano i vasi resiniferi. I fiori, unisessuali, monoici o dioici, sono in qualche caso persino riuniti in infiorescenze bisessuali (Ephedra campylopoda), altro carattere questo, che conferma la notevole evoluzione raggiunta da questo gruppo che, assieme alle Gnetaceae, viene ritenuto il punto di passaggio verso le Angiospermae. I fiori maschili sono riuniti in infiorescenze costituite da fiori isolati all'ascella di una squama, avvolti da 2 brattee perianziali e provvisti di un asse fiorale che porta all'apice 2-8 antere sessili. I fiori femminili sono isolati o riuniti a coppie o a gruppi di 3 all'estremità di corti rami. Anch'essi, come quelli maschili, sono posti all'ascella di una squama e sono forniti di brattee perianziali squamiformi; ciascuno di essi porta un solo ovulo circondato da un cercine fruttifero. L'impollinazione è, di norma, anemogama, ma in alcuni casi può essere entomogama e allo scopo vengono secrete sostanze zuccherine (Ephedra campylopoda). I semi, generalmente appaiati, sono circondati da un involucro di origine bratteale, che può assumere forme varie, carnoso e colorato o trasformato in ali per la disseminazione anemocora.

AREE SIC: Foce Neto; Dune di Marinella; Dune di Sovereto; Steccato di Cutro e costa del turchese;

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ARTEMISIA VARIABILIS
REGNO: Vegetale
DIVISIONE: Spermatofite
SOTTODIVISIONE: Angiosperme
CLASSE: Dicotiledoni
ORDINE: Asterales
FAMIGLIA: Asteraceae
GENERE: Artemisia
SPECIE: arborescens
NOME ITALIANO: Artemisia napoletana

Dotata di fusti elevati, ramosissimi, è importante dal punto di vista allergologico che fiorisce nel periodo tardo estivo è l'Artemisia. Appartiene alla famiglia delle "Compositae", famiglia che con numerose specie è presente in tutti gli areali del mondo. Il nome deriva dal fatto che i fiori non sono solitari, ma si presentano come infiorescenze composte a forma di capolino, cioè con numerosi fiori piccolissimi inseriti fittamente su un ricettacolo comune. Nell'infiorescenza della sottofamiglia delle Compositae Tubuliflorae si trovano anche fiori con un petalo solo, disposti come una corolla attorno al disco centrale (margherite, astri ecc.). Oltre all'Artemisia e all'Ambrosia altre specie di questa famiglia hanno importanza allergologica (tarassaco, camomilla, crisantemo): gli allergeni si trovano sia nel polline sia in altre parti della pianta e sono in grado di dare allergia respiratoria, rinocongiuntiviti e dermatiti da contatto. Alcune specie hanno importanza economica (girasole, indivia, lattuga, carciofo), altre sono coltivate come specie ornamentali (margherita, crisantemo, gerbera, dalia ecc.): la maggior parte delle specie però sono selvatiche e fanno parte della flora spontanea dei prati e dei pascoli e spesso sono infestanti. Il genere Artemisia deriva il suo nome da Artemide, dea greca delle selve: nelle celebrazioni rituali in suo onore venivano consumate foglie di Artemisia vulgaris (Assenzio selvatico) e Artemisia absinthium (Assenzio maggiore). Queste piante hanno mantenuto fino a tempi recenti la fama di possedere poteri magici, in erboristeria sono usate tuttora per l'azione tonico-stimolante, per le proprietà antielmintiche e antiasmatiche. L'impiego di Artemisia absinthium è ancora molto diffuso nell'industria dei liquori per la preparazione di vini aromatizzati (Vermut). La pianta è un bel cespuglio di circa un metro di altezza e altrettanto sviluppo orizzontale, folto e decorativo, con i fusti e le foglie di un bel colore grigio argento. Alta fino a 100, 120 centimetri, che cresce nelle zone ruderali, lungo i margini delle strade, comunque in tutti i suoli ricchi di azoto. Fiorisce dalla fine di luglio a tutto settembre e il polline è fortemente allergenico. Anche se al conteggio al microscopio la concentrazione risulta generalmente bassa, a causa del ritmo biologico di emissione del polline e dell'altezza del campionatore, è stato calcolato che la concentrazione del polline di Artemisia ad altezza d'uomo può essere dieci volte più elevata rispetto al rilevamento del campionatore.

AREE SIC: Foce Neto; Dune di Marinella; Steccato di Cutro e costa del turchese;

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POSIDONIA OCEANICA - CLIMAX
REGNO: Vegetale
DIVISIONE: Spermatofite
SOTTODIVISIONE: Angiosperme
CLASSE: Monocotiledoni
ORDINE: Alismatales
FAMIGLIA: Posidoniaceae
GENERE: Posidonia
SPECIE: oceanica
NOME ITALIANO Posidonia oceanica

La Posidonia oceanica è una pianta evoluta, simile alle graminacee terrestri, facente parte della famiglia delle Fanerogame. Si presenta con verdi foglie nastriformi, lunghe fino a un metro, unite in fasci. e forma estese praterie, colonizzando soprattutto i fondi sabbiosi a cui aderisce sviluppando robusti rizomi. Vive normalmente tra 1 e 30 metri circa di profondità, arriva ai 40 metri solamente in acque molto limpide, in quanto è strettamente condizionata dalla presenza della luce. Zone mediterranee (climi secchi): Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.
Può vivere entro un discreto campo di temperature (da 10°C a 28°C circa), mentre è poco tollerante nei confronti delle variazioni di salinità, per cui è assente alle foci dei fiumi e nelle lagune salmastre costiere. Il tipo di fondo più colonizzato da questa pianta è quello sabbioso, anche se si fissa di frequente su detriti di origine biologica che, sommati ai sedimenti, costituiscono una struttura compatta e resistente chiamata, con termine francese, “matte” e su roccia. L’importanza delle Fanerogame marine, piante superiori ben distinte dalle alghe e costituite, come quelle terrestri, da radici, fusto e foglie, ed in particolare della Posidonia, è riconosciuta come fondamentale nell’economia degli ecosistemi marini costieri, per un insieme di motivi di carattere sia biologico che fisico, che risiedono essenzialmente nelle seguenti funzioni:
- grande produzione di ossigeno; la Posidonia oceanica, grazie al notevole sviluppo fogliare, può liberarne nell’ambiente fino a 16 litri al giorno per ogni m2;
- produzione ed esportazione di biomassa e di energia; si calcola che circa il 30% della produzione di una prateria venga esportato in ecosistemi sia limitrofi, che distanti e molto più profondi;
- riparo dai predatori, zona di riproduzione e fonte di cibo per molti pesci, cefalopodi e cordati anche pregiati;
- fissazione dei fondali, così come avviene per la terraferma sui i versanti forniti di un adeguato manto vegetale;
- protezione delle spiagge dall’erosione, grazie alla riduzione dell’idrodinamismo operata dallo strato fogliare e dallo smorzamento del moto ondoso a riva, dovuto alla presenza delle foglie morte.
La Posidonia è, inoltre, un importante indicatore biologico, essendo molto sensibile agli agenti inquinanti e, per questo, in forte regressione nelle aree di costa mediterranea.

AREE SIC: Fondali da Crotone a le Castella; Fondali gabella grande;

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Retama Raetam
REGNO: Vegetale
ORDINE: Cytisae
FAMIGLIA: Leguminosae
GENERE Spartium
SPECIE junceum
NOME ITALIANO Ginestra bianca

La GINESTRA è un arbusto (4-5 m) o alberello (2 m), con rami verdi allungati, cilindrico - compressi e pelosetti, generalmente privi di foglie. E' facilmente riconoscibile per il suo fusto privo di foglie; per tale ragione si presenta costituito solamente da un cospicuo numero di rami verdi eretti dall'aspetto e dalla consistenza giunchiforme. Proprio da quest'ultimo carattere deriva il termine junceum del binomio scientifico e, soprattutto, la possibilità di utilizzare i suoi rami per la costruzione di corde, fili, legacci, tessuti, panieri, cesti o sedie in sostituzione dei Giunchi. E' inoltre capace di difendersi efficacemente dagli incendi; infatti, anche se brucia in un incendio, ha la proprietà di produrre dei nuovi rami (polloni) dalle parti rimaste meno esposte all'azione distruttiva del fuoco. La crescita è rapida e le piantine fioriscono precocemente; non è una specie longeva, dopo una decina d’anni tende a sguarnirsi alla base, assumendo un aspetto disadorno, soprattutto nel periodo invernale. Le foglie sono presenti nel periodo primaverile, poi lentamente cadono fino a scomparire del tutto. Fiorisce in Aprile - Giugno e fruttifica in Luglio - Agosto;
• Foglie: E' una pianta afilla, cioè priva di foglie.
• Fiori: Sono di 15-20 mm, odorosi, riuniti in densi racemi terminali;
• Frutti: Il frutto è un legume (simile al baccello di un fagiolo), lungo 5-10 cm molto schiacciato, di colore nero a maturità che racchiude semi bruni.
Le ginestre erano graditissime ai greci e ai romani che le coltivavano in abbondanza per attirare le api e ricavare così un ottimo miele. In Spagna, erano molto apprezzate per il loro delicato profumo ed inoltre la fibra delle sue radici veniva adoperata per produrre cordame per navi. Nell’area mediterranea i rami spogli venivano tagliati per farne scope. Il re Enrico II d’Inghilterra fu nominato il Plantageneto (planta genista) in memoria dello stemma della sua famiglia, un ramo di ginestra. In Francia il re Luigi IX fondò l’ordine della ginestra. Secondo la tradizione siciliana la ginestra viene considerata pianta non gradita. Si racconta che il rumore delle sue fronde agitate dal vento abbia disturbato Gesù mentre pregava nel giardino dei Getsemani. La ginestra rappresenta la modestia e l'umiltà è una pianta, infatti, che cresce anche in terreni estremamente aridi. E' diffusa in tutta Europa, in tutti i paesi del Mediterraneo, in Asia sud-occidentale e nelle isole Canarie. E' originaria delle colline asciutte ed assolate dell'Europa meridionale. Vive preferibilmente sulle zone litoranee, su terreni sabbiosi, argillosi e rocciosi, ricoprendo pendii, terrapieni e scarpate soleggiate. In Italia è presente anche nelle aree agricole in fase di abbandono. Le sue proprietà farmacologiche derivano dall’elevato contenuto in sparteina, un alcaloide responsabile dei sintomi dell’intossicazione, consistenti in nausea, vomito, diarrea, dilatazione delle pupille, salivazione, sudorazione e vertigini. Casi di intossicazione multipla da questa pianta sono derivati dalla preparazione di un risotto con fiori di ginestra. I semi velenosi hanno un'azione purgante. Era utilizzata dai Romani come pianta medifera.

AREE SIC: Dune di Marinella

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LIMONIUM SEROTINUM – LATINUM E SINUATUM
REGNO: Vegetale
DIVISIONE: Spermatofite
SOTTODIVISIONE: Angiosperme
CLASSE: Dicotiledoni
ORDINE: Polygonales
FAMIGLIA: Plumbaginaceae
GENERE: Limonium
SPECIE: serotinum
NOME ITALIANO Limonio comune

Pianta erbacea perenne, tipica degli ambienti lagunari e degli stagni salsi costieri. Le foglie sono basali, lanceolato-spatolate, assottigliate verso il picciolo che ha la base allargata a guaina. L’infiorescenza è sostenuta da uno stelo alto fino a 70 centimetri, con rami lassi, spesso curvati all’indietro ad arco. Fiori color lillà-porpora, piccoli e raccolti in brevi spighette. E’ una tipica specie dei salicornieti, ove contribuisce, con il suo lungo periodo di fioritura, ad arricchire la policromia che caratterizza queste formazioni. Lungo le coste dell’intero bacino mediterraneo si trovano complessivamente oltre 100 specie appartenenti al genere Limonium, spesso difficilmente distinguibili fra loro. Il Limonio comune è una delle più diffuse: nella Toscana settentrionale essa rappresenta una delle piante che maggiormente caratterizzano la bassa vegetazione della Riserva Naturale delle Lame di Fuori nel Parco di San Rossore. Della stessa famiglia esiste anche il limonium lacinum (presente sulle Scogliere marine calcarenitiche e con argille plio-pleistoceniche specie endemica di capo colonna, e il limonium sinuatum, presenti sui bordi superiori delle scarpate. Appartiene alla famiglia delle Plumbaginacee. Vive su suoli argillosi periodicamente inondati dal mare. Si distribuisce nelle barene della laguna di Grado e nel litorale Adriatico fino a Rimini, in buona parte delle coste occidentali italiane e nelle isole. Cresce in: Veneto Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. Cresce alle seguenti altitudini (min-max):m. 0-10 e fiorisce a Giug.–Sett. Fattori di minaccia: Raccolta anche a scopo commerciale; inquinamento delle acque e del suolo; distruzione o danneggiamento degli habitat di crescita con strutture o infrastrutture turistiche; opere di "difesa" della costa.

AREE SIC: Capo Colonna

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ANTHYLLIS HERMANNIAE
REGNO: Vegetale
CLASSE: Angiospermae
ORDINE: Leguminosae
FAMIGLIA: Fabaceae
NOME ITALIANO antillide di Hermann detta Spina pollici

Leguminosa arbustiva di origine relittuale, localmente detta "spina pollici", e utilizzata in passato per la lavorazione artigianale delle scope. Sspecie rara - Pianta perenne, fruticosa. Piante Vascolari. Area balcanica e basso ionio. Specie arbustiva estremamente rara e ad areale balcanica.

AREE SIC: Dune di sovereto

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CISTUS CLUSII DUNAL
REGNO: Vegetale
SOTTODIVISIONE
CLASSE Dicotyledonae
FAMIGLIA Cistaceae

Dal greco kustis = vescichetta, dalle sembianze della capsula. Portamento e radici. Cespugli alti 30-100 cm. Radici poco sviluppate e superficiali. Foglie: persistenti, da verdi a glauchescenti; semplici, ellittiche o ovali o lineari; quasi sempre pelose. Fiori: Ermafroditi, attinomorfi, da soli o in gruppi di 2-3 e più; petali e sepali 5 oppure 3; ovario supero a cavità unica: stilo-stigma unico, stami numerosi. Epoca di fioritura. Aprile-giugno
Impollinazione. Entomofila. I fiori grandi e vistosi attirano numerose specie di insetti. Frutti: Capsula loculicida (loculicida o setticida: apertura della capsula in senso longitudinale). Confusione e riconoscimento: I Cisti si dividono in due sezioni: Leucocisti a fiori bianchi ed Eritrocisti a fiori rossi. In Italia ci sono le seguenti specie: Leucocisti: Cistus monspeliensis L. - Cistus salviaefolius L. - Cistus laurifolius L. - Cistus clusii Dunal: fiori bianchi; foglie aghiformi; petali e sepali in numero di 3 Eritrocisti: Cistus albidus L. - Cistus corsicus Loisel. - Cistus creticus L.- Cistus crispus L. - Cistus incanus L. - Cistus parviflorus L. I Cisti sono piante che fanno parte della flora mediterranea. Possono formare proprie associazioni (macchia a Cisto) o vegetare insieme a Lentisco, Mirto, Filliree, Eriche, Calicòtome ed altri elementi della Lecceta degradata. Quando quest'ultima tende a ricostituirsi, il Cisto, al pari di altre specie, tende a scomparire. I Cisti vegetano in terreni degradati percorsi spesso dagli incendi. Le foglie presentano sostanze facilmente infiammabili che contribuiscono ad alimentare il fuoco e a portare le piante a completa distruzione. Producono grandi quantità di seme ad alta germinabilità che il calore, rompendo il tegumento e favorendo l'assorbimento di acqua, aumenta. Diffusione. Area mediterranea.

AREE SIC: Dune di Sovereto

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ARTEMISIA ARBORESCENS
REGNO: Vegetale
DIVISIONE: Spermatofite
SOTTODIVISIONE: Angiosperme
CLASSE: Dicotiledoni
ORDINE: Asterales
FAMIGLIA: Asteraceae
GENERE: Artemisia
SPECIE: arborescens
NOME ITALIANO: Assenzio arbustivo

Pianta legnosa e comune. Cresce alle seguenti altitudini (min-max):m. 0-1000 Periodo di fioritura:GIU-AGO
Cespuglio argentino-sericeo con base legnosa e foglie picciolate divise in strette lacinie, le superiori quasi lineari; fiori in capolini emisferici di 5-7 mm di diametro, disposti in pannocchie e di colore giallo-bruno; i frutti sono acheni cosparsi di ghiandole. Il nome deriva dal greco ‘sano’ per le sue virtú medicinali; nel mondo antico venne consacrata ad Artemide, grande divinità greca, figlia di Zeus e Latona, sorella di Apollo e identificata dai Romani con Diana. La pianta, come molte sue congeneri, pare abbia notevoli virtú, e per tal motivo trova impieghi medicinali come, tonico, stimolante la digestione, vermifugo, oltre che come aromatica. Zone mediterranee meridionali (montagna): Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna. Habitat: Rupi calcaree, vecchi muri ecc.

AREE SIC: Capo Rizzuto

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JUNIPERUS PHOENICEA
REGNO: Vegetale
FAMIGLIA: Angiospermae
GENERE: Cupressaceae
NOME ITALIANO Ginepro fenicio

Pianta frugale e importante nella macchia mediterranea (vegeta sino a 1500 m).Ha crescita molto lenta ed è pure molto longeva. La corteccia sottile tende a desquamarsi. Presente nella macchia mediterranea specialmente su suolo calcareo. Il legno è di ottima qualità (simile a quello del Ginepro Comune) era un tempo utilizzato per piccoli lavori di intarsio. Sembra un piccolo cipresso, quasi sempre in forma arbustiva, da 1 a 4 metri e più raramente in forma arborea, dai 3 agli 8 metri. La corteccia si sfalda in nastri arrotolati, tanto che si può notare lo strato sottostante di colore rossastro. Le foglie sono squamiformi. Le bacche sono rossastre, ovali e pendule. Pianta vascolare - Periodo di fioritura: Marzo – aprile. Distribuito nel bacino del Mediterraneo. In Italia è presente sulle coste occidentali, in Puglia, Sicilia,Calabria e Sardegna; è presente anche in Val di Gesso (qui è raro).
Foglie :sempreverdi, negli esemplari giovani appiattite e pungenti, negli esemplari aduli squamiformi
Fiori :pianta dioica, coni ovidali maschili, globosi i femminili. Fioritura da febbraio ad aprile
Frutti :bacca globosa verde-giallastra che matura in 2 anni
Portamento:cespuglio o alberello alto sino a 8 m.

AREE SIC: Capo Rizzuto.

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PHILLYREA LATIFOLIA
REGNO: Vegetale
DIVISIONE: Spermatofite
SOTTODIVISIONE: Angiosperme
CLASSE: Dicotiledoni
ORDINE: Lamiales
FAMIGLIA: Oleaceae
GENERE: Phillyrea
SPECIE: latifolia
NOME ITALIANO: Ilatro comune

Arbusto sempreverde, con corteccia grigia, leggermente scanalata. Foglie opposte, coriacee, ovato-lanceolate, con margine dentellato. Fiori bianco-verdastri, riuniti in racemi ascellari. Frutti: drupe nere subsferiche. . Altezza: fino a m. 8. Fiori profumati, ermafroditi. Foglie senza stipole. Fiori regolari. Calice persistente. Frutto: drupa globosa, carnosa, uniloculare. Fiorisce nel periodo di MAR-MAG. Pianta emmenagoga; colluttorio; diuretica. Dalla pianta si ricavano i seguenti prodotti: Carbone; legname. Cresce alle seguenti altitudini (min-max):m. 0-800 in Boschi o siepi, ed è originario delle zone mediterranee (climi secchi). In Italia, si può trovare in: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

AREE SIC: Isola di Capo Rizzuto

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PISTACIA LENTISCUS
REGNO: Vegetale
DIVISIONE: Spermatofite
SOTTODIVISIONE: Angiosperme
CLASSE: Dicotiledoni
ORDINE: Sapindales
FAMIGLIA: Anacardiaceae
GENERE: Pistacia
SPECIE: lentiscus
NOME ITALIANO: Lentisco

Il lentisco è specie diffusa nella macchia mediterranea. E' pianta eliotila e termofila, che sopporta condizioni di spinta aridità; molto adattabile per il terreno, predilige però suoli silicei, dove vegeta raggiungendo le dimensioni di un piccolo albero contorto, o, piú comunemente, di arbusto. Ha azione miglioratrice e protettiva nei confronti del terreno. Gli usi dei lentisco oggi sono molto limitati; un tempo si utilizzava il legno per produrre ottimo carbone o direttamente per piccoli lavori al tornio, grazie alla sua durezza e al bel colore rosso-venato. Tutta la pianta emana un intenso odore proveniente da una resina detta "Mastice di Chio", che si ottiene praticando nella corteccia, del fusto e dei rami, alcune incisioni dalle quali fuoriesce la linfa che si rapprende in granuli sferici delle dimensioni di un pisello, e si conservano in vasi di vetro ben chiusi, da ogni pianta si possono ottenere annualmente circa cinque chilogrammi di resina. L'olio essenziale in essa contenuto ha proprietà balsamiche, antinfiammatorie, sedative ed antisettiche delle mucose, l'alto contenuto di sostanze tanniche ne fanno un valido aiuto in caso di dissenterie, il loro uso rafforza le gengive e mantiene i denti puliti, sani e profuma l'alito, come già noto ai mussulmani che la distribuivano negli harem. Sin dall'antichità, da Dioscoride a Ippocrate a Galeno, erano apprezzate le sue molteplici proprietà; il maggior quantitativo di resina proveniva dal medio oriente, dove era tenuta in grande considerazione, era l'antesignano dell'odierna gomma da masticare. Cresce alle seguenti altitudini (min-max):m. 0-700. E’ presente in: Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. Proprietà medicinali:Pianta bechica; carminativa; espettorante; odontalgica; stimolante; analgesica; diuretica; sedativa. Utilizzi alimentari:Condimento; gomma; olio. Dalla pianta si ricavano i seguenti prodotti:Tannino; resina; olio. Foglie : sempreverdi, composte, paripennate con 8-12 foglioline ellittiche a inserzione alterna. Fiori : pianta dioica a piccoli fiori rossastri o giallastri in pannocchie all' ascella delle foglie. Fioritura da marzo a maggio. Frutti : piccole drupe prima rosse poi nere. Portamento: alt. sino a 5 m, ma più spesso arbustivo.

AREE SIC: Capo Rizzuto

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RUTA CHALEPENSIS
REGNO: Vegetale
DIVISIONE: Spermatofite
SOTTODIVISIONE: Angiosperme
CLASSE: Dicotiledoni
ORDINE: Sapindales
FAMIGLIA: Rutaceae
GENERE: Ruta
SPECIE: chalepensis
NOME ITALIANO: Ruta d'Aleppo

Pianta perenne suffrutice, fortemente aromatica, con fusti ramosi alla base. Foglie bipennate, con segmenti lineari-lanceolati acuti all’apice. Fiori gialli, con petali sfrangiati, riuniti in infiorescenze pauciflori terminali. Frutti: capsule divise in quattro lobi. Altezza: fino a cm. 75. Fiori profumati, ermafroditi. Impollinazione: tramite insetti. Utilizzi alimentari: Condimento. Cresce alle seguenti altitudini (min-max): m. 0-800, in Campi o boschi. Predilige le zone mediterranee meridionali (climi secchi), e si può trovare in: Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. Fiorisce nel periodo di APR-LUG. Proprietà medicinali: Pianta abortiva; antielmintica; emmenagoga; oftalmica.

AREE SIC: Capo Rizzuto

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FAGUS SYLVATICA
REGNO: Vegetale
FAMIGLIA Fagaceae
NOME ITALIANO Faggio

E’ uno degli alberi più importanti d'Italia, quello che domina fasce estese dei nostri rilievi segnando l’orizzonte inferiore del piano montano. Ha fusto cilindrico, diritto, alto fino a 45 metri e oltre, con un diametro anche di 1,5 metri, per un tratto privo di rami laterali che sono dapprima orizzontali e poi eretti, grossi e nodosi; la corteccia è grigia e liscia, spesso ricoperta da licheni biancastri o grigi. Le foglie sono caduche, a mazzetti sui rami, con lamina ellittica e base rotondeggiante; i frutti sono chiamati faggiole. E' diffuso in tutta l’Europa continentale e nell’Asia centrale e sud-occidentale. In Italia è presente ovunque, tranne che in Sardegna e nella Pianura Padana. E’ l’albero che forma la foreste montane, tra i 600 e i 1700 metri. Sulle Alpi vive a un altezza compresa tra i 600 e i 1200 metri; sugli Appennini tra i 1000 e i 1700 metri; nel Gargano lo si può trovare anche tra i 600 e gli 800 metri. Ci sono stazioni, chiamate depresse, che sono anche più basse (per esempio nel Lazio). Habitat: Ambiente submontano e montano (Alpi, Appennini). Fusto: Può raggiungere i 30-40 metri di altezza. Corteccia liscia di un caratteristico color grigio chiaro, può rompersi in squame. Foglie: Alterne, lucide su entrambe le pagine, hanno margini ondulati. Gialle, successivamen- te arancione o rosso brune in autunno. Fiori: Unisessuali, quelli maschili in amenti con peduncolo di 5 cm e penduli, quelli femminili solitari o a due chiusi in una capsula spinosa non pungente , fioritura aprile-maggio. Frutti: Le "faggiole" sono formate da due noci racchiuse in una cupola a quattro valve.

AREE SIC: Monte Gariglione; Monte Femminamorta

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ABIES ALBA
REGNO: Vegetale
DIVISIONE: Spermatofite
SOTTODIVISIONE: Gimnosperme
CLASSE: Conifere
ORDINE: Coniferofite
FAMIGLIA: Pinaceae
GENERE: Abies
SPECIE: alba
NOME ITALIANO Abete bianco

E' un albero che talvolta supera i 40 m di altezza; ha la forma di un cono stretto ed è un sempre verde. La corteccia è piuttosto liscia e di color grigio-biancastro e si fessura un piccole placche con l'età. Fiorisce in aprile-maggio. Albero sempreverde. Altezza: fino a m. 45. Fiori profumati, monoici. Impollinazione: tramite vento. Foglie indivise, senza stipole. Pianta resinosa, comune.Pianta vasocostrittrice; antireumatica; espettorante; antibiotica; antisettica; astringente; vulneraria; balsamica; diureticaDalla pianta si ricavano i seguenti prodotti: Lacca; tannino; pittura; resina; legname. Conosciuto anche come abete argentato ed è largamente usato come albero di Natale in molte parti d'Europa. E’ diffusa in: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia. Cresce alle seguenti altitudini (min-max):m. 400-1800. Habitat:Boschi. Fiorisce in aprile-maggio. Foglie: le foglie aghiformi lineari, disposte su due file, sono piatte e lunghe fino a tre cm, dentate, di color verde scuro lucente nella parte superiore con due strisce biancastre in quella inferiore. Sono disposte su entrambi i lati del rametto, più corte e rivolte all'esterno nelle parte alta. Fiori: i fiori maschili sono gialli alla base del ramo, i femminili sono verdi, eretti, in grappoli e compaiono sulla stessa pianta.

AREE SIC: Monte Gariglione; Monte Femminamorta

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